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Riciclare i vasetti in lampade per la casa

Published on 18 maggio 2012 by in Design

È da molto tempo che vorrei realizzare dei lampadari partendo da materiali in disuso.

Mentre aspetto di farlo altri designer lavorano proponendo interessanti soluzioni. Questo riuso dei vasetti per conservare il cibo in lampade è simpatico e soprattutto facile da realizzare in proprio con un minimo sforzo.

Tommaso Guerra propone la soluzione più coraggiosa mettendo dei liquidi colorati molto vicini alle lampadine.
James Shaw, invece, offre una soluzione più elegante satinando l’interno dei vasetti per offrire una luce diffusa nascondendo la lampadina.

Quale preferite?

 
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Mobili particolari per la casa

Published on 16 maggio 2012 by in Design

Giocando semplicemente con le proporzioni, tra le parti che compongono i mobili, Steffen Schellenberger ha creato una serie di mobili per la casa davvero divertente.
Allungando a dismisura lo schienale la sedia si trasforma in un appendiabiti.
Allungando le gambe e sostituendo lo schienale con uno specchio la sedia cambia diventando specchiera.

Cambiando le proporzioni gli oggetti cambiano funzione, non diventano inutilizzabili. Una regola che vale sempre nel mondo del design.

 
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Maarten De Ceulaer designer

Published on 14 maggio 2012 by in Design

Maarten De Ceulaer è un giovane designer di Bruxelles, da qualche anno ha concentrato la sua produzione sugli oggetti estremizzando le sue soluzioni con un design d’impatto capaci di suscitare forti reazioni in noi osservatori.

 
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Rilettura della sedia di Thonet

Published on 11 maggio 2012 by in Design

Adoro le cover musicali, i rifacimenti dei vecchi film e le rivisitazioni dei classici nel design.

Qui Martino Gamper è riuscito a rileggere in chiave postmoderna la classica sedia di Thonet e il risultato è davvero molto bello.

Non sai chi è Thonet ? Male, nel prossimo post la risposta. :)

 
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La ceramica di Lenny Kravitz

Published on 10 maggio 2012 by in Design

Da qualche settimana nei siti web dedicati al Design circola una notizia decisamente buffa.

Lenny Kravitz ha collaborato con Lea Ceramiche per la realizzazione di una serie di piastrelle chiamata Goccia.

Sarei estremamente curioso di conoscere la modalità con cui il cantante ha interagito per la realizzazione del prodotto: gli hanno presentato dei prototipi e lui ne ha scelto uno? Gli hanno detto di pubblicizzare uno già pronto? Ha disegnato lui la forma della piastrella decidendo finiture, colori e tutti gli altri dettagli?

Sono curioso.

Se qualcuno dei miei lettori conosce Kravitz glielo può chiedere? Grazie.

 
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Una libreria ruotata di 90 gradi – Dunny Skyline

Published on 8 maggio 2012 by in Design

In Olanda c’è una tradizione derivante dal Neoplasticismo tutt’ora molto sentita, in questo fiume di forme rientra la libreria Dunny Skyline.

Occupa un’intera parete del soggiorno in questa casa olandese, a prima vista sembra una classica libreria ruotata di 90°.

La cura dei dettagli come l’uso di magneti al posto delle cerniere, le piccole vetrine retroilluminate per la notte e il colore danno un valore aggiunto rendendola unica, anche se tutti questi particolari difficilmente verranno notati dai futuri ospiti.

 
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Pavimento in legno: incollato o flottante?

Il parquet può essere utilizzato principalmente in due diversi modi: incollato o flottante.

Incollato

È la soluzione più comune, può essere utilizzata su massetti nuovi, su vecchie piastrelle e anche su pavimenti con riscaldamento a terra.
Viene steso un velo di colla e poi installato il parquet, l’adesione è quasi immediata (dipende dal tipo di colla utilizzata), si può camminare sopra il giorno dopo.
Nel caso di piastrelle esistenti è necessario procedere prima ad una graffiatura  (la prediligo all’uso degli acidi) in modo da rendere la superficie porosa e pulita per la posa incollata.

Flottante

Soluzione meno utilizzata, inizialmente viene steso un sottopavimento (un foglio di polietilene espanso accoppiato con una pellicola di polietilene ad alta densità), sopra questo materiale viene posato il nuovo pavimento in legno avendo cura d’incollare solo gli incastri (per dare maggiore stabilità). non sono necessari altri accorgimenti sia in caso di nuovo o vecchio pavimento.

Qual è meglio usare?

Dipende, se avete un riscaldamento a pavimento siete obbligati ad usare la posa incollata, altrimenti la posa flottante permette di ritornare allo stato iniziale senza rovinare le piastrelle esistenti.

Il principale difetto (ma è soggettivo) della posa flottante è che il pavimento è leggermente più rumoroso con il calpestio. Il vantaggio principale è che se cambierete casa potrete sempre smontarlo e portarlo con voi.

 
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Il design urlato

Published on 2 maggio 2012 by in Design

Handle Bang Bang, progetto di  Nikita Kovalev, è una pistola-maniglia, premendo il grilletto si apre la porta

Pessimo gusto per un oggetto ad alta fattura, mi fa pensare che oggi gli oggetti di design hanno bisogno d’esser urlati per emergere dal rumore di fondo che pervade il web, le fiere e le esposizioni internazionali.

È molto difficile che un progetto bello e ben fatto possa venire notato dalla gente e dai critici per ottenere il meritato riscontro popolare.

Qual è la soluzione? Abbattere il rumore di fondo? Creare spazi virtuali o fisici più adatti per la qualità ?

 
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Gehry vs Ando

Published on 30 aprile 2012 by in Architetti

Frank Gehry disegno

Tadao Ando Punta della Dogana Venezia

Cosa significano questi due disegni di Ando e Gehry, famosi archistar?

Quando un architetto pubblica uno schizzo di un suo progetto lo fa quasi sempre dopo averlo progettato.

È un modo estremamente semplice per condensare, sintetizzare e divulgare un concetto o al massimo un paio di idee che hanno guidato la realizzazione dei progetti.

Frank Ghery, con i suoi schizzi, cosa ci vuol dire? Principalmente due cose: Caos e meraviglia, e Tadao Ando? Silenzio e ordine.

Sono due architetti in antitesi come le cariche di una batteria, lo si capisce proprio dal modo di presentare graficamente le loro idee.

Lo schizzo grafico diventa sintesi dell’ordine che avrà il progetto: Gehry si avvicina moltissimo a Gaudì e più indietro ai maestri del barocco come il Borromini, dove ogni realizzazione doveva essere seguita personalmente dal progettista. Ando, invece, molto più razionalista e ascetico, segue la tradizione di Mies e dei neoclassici, dove l’ordine regna sovrano.

 
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Veronika Paluchova un designer dalla Slovakia

Published on 28 aprile 2012 by in Design

Veronika Paluchova è una giovane laureata all’Academy of Fine Arts and Design Bratislava, non ha una grossa produzione, ma i suoi progetti e le sue idee hanno già ora una forte personalità.

Il materiale più utilizzato è il legno, le forme sono semplici, ma non banali. L’ironia e l’umorismo che traspaiono dai suoi lavori non ci hanno lasciati indifferenti.

Brava Veronika, spero d’incontrarti presto.

 
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