Vasca da bagno illuminata da Antonio Lupi – OIO

Vasca da bagno illuminata da Antonio Lupi – OIO

È divertente la rivisitazione dei sanitari e della vasca da bagno fatta del designer belga Michel Boucquillon per Antonio Lupi.

L’uso del polietilene (riciclabile, resistente e leggero) permette di utilizzare questi pezzi anche all’esterno senza danneggiare il sistema d’illuminazione integrato.

Una Torre di Babele a Milano

Una Torre di Babele a Milano

La Torre di Babele è simbolo della superbia degli uomini che sfidano Dio creando un edificio capace di toccare il cielo, inaccettabile per la divinità così li punì impedendo loro di parlare la stessa lingua.

Per me il mito della Torre di Babele è sempre stato lo stesso dei “I tre moschettieri” che si riassume in un efficacissimo “Tutti per uno e uno per tutti”.

Se siamo tutti uniti possiamo perfino sconfiggere Dio, ecco cosa significa per me la Torre di Babele, ed è stato entusiasmante trovarla in pieno centro a Milano lungo il viale Don Luigi Sturzo.

Questo edificio progettato da César Pelli Argentino di nascita, ma americano di formazione, mi ha ricordato la “The Chapel of Thanksgiving” di Philip Johnson

 

Architettura che s’ispira direttamente alla  la Torre di Samarra, la Malwiyya.

 

Simboli del mito si trovano anche a Roma con la “Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza di Borromini”

Fino ad arrivare alla popolarissima “Torre di Babele” di Pieter Bruegel

Questi sono tutti piccoli simboli della sconfitta di Dio.

Ugly Kitchens

Ugly Kitchens

Quando guardo certe abitazioni la prima domanda che sorge spontanea è “perché?”

Perché i proprietari hanno fatto quelle scelte, perché hanno voluto una cucina così brutta?

Non è per risparmiare, perché con la stessa spesa si poteva ottenere un risultato meno brutto, se non addirittura bello.

Di fronte a certi mostri non riesco a trovare una risposta e se voi siete in grado di aiutarmi, vi prego, fatelo.

 

 

 

 

 

 

 

Nuove tendenze del Design

Nuove tendenze del Design

Molto tempo fa una delle abilità delle donne era quella di lavorare a maglia, i tempi cambiano e la produzione industriale ha soppiantato quelle abilità.

Questo modo di lavorare a maglia o all’uncinetto in breve diventò obsoleto, ma non cadde mai in disuso.

Il design nel 2011 è stato caretterizzato dal ritorno del lavoro a maglia e dell’uncinetto, reinventato e riprogettato, ma sempre con quell’amore e quella cura artigianale che anche le nostre nonne avevano.

Un bosco verticale a Milano

Un bosco verticale a Milano

65.000.000,00 euro dovrebbero bastare allo studio di Stefano Boeri per creare a Milano il primo bosco verticale.

Ognuno dei quattro lati dell’edificio ospiterà 900 alberi.

Teoricamente per ottenere la stessa quantità di alberi, arbusti e piante in un giardino richiederebbe 50.000 metri quadrati di terreno, e 10.000 metri quadrati di spazio per una foresta naturale.

Impianti solari, raccolta delle acque piovane con un sistema automatico d’irrigazione delle piante dovrebbe consentire la vita delle piante, il mio unico dubbio è il vento che darebbe luogo a due problemi: una crescita irregolare degli alberi e l’effetto vela che potrebbe daneggiare la struttura portante dell’edificio.

Non oso immaginare cosa succederebbe se durante l’estate l’impianto d’irrigazione si guastasse uccidendo tutte le piante, l’intero edificio potrebbe trasformarsi in una enorme torcia.

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 Qui trovate un altro contributo fotografico con foto fatte all’interno del cantiere