Case estreme

Case estreme

Nonostante sia un vecchio decrepito ieri sera ho guardato “Case pazzesche” su MTV.
Le case erano davvero pazzesche: c’era quella costruita sugli alberi nelle Hawaii, un’altra a forma di scarpa, un deposito di missili abbandonato, fino a quella realizzata su un’isola costruita con delle bottiglie di plastica.
Subito mi è tornata alla mente quella che ho visitato poco tempo fa in Inghilterra, faccio una rapida ricerca e scopro che è stata venduta per 7,2 milioni di sterline, quasi 9 milioni di euro.
Decisamente una bella cifra per una casa in campagna e questo non fa altro che confermarla come la mia “Casa pazzesca” personale.

Parquet, a confronto il vecchio e il nuovo

Il legno a pavimento è tra le soluzioni che preferisco, è caldo, è naturale ed è bello.
Per un suo corretto utilizzo bisogna essere consapevoli dei suoi limiti e dei suoi vantaggi.

Tutto d’un pezzo
Il pavimento in legno massello è stato utilizzato per molto tempo a causa della sua facilità costruttiva.
L’assenza di un bilanciamento lo rende particolarmente sensibile alle variazioni di umidità e quindi facilmente deformabile.
La tendenza di utilizzare tavole di grosse dimensioni nei pavimenti moderni fa sì che queste dilatazioni aumentino proporzionalmente.
Per recuperare la planarità di simili pavimenti è quindi necessario procedere a profondi interventi di stuccatura e levigatura.

Due strati sono meglio di uno
Il parquet a due strati ha una tecnologia innovativa che risolve o attenua notevolmente i problemi di stabilità.
Ogni singola doga è composta da uno strato superiore di legno nobile da 2 a 6 mm e da uno inferiore di supporto che assolve il compito di rendere il pavimento indeformabile.
Questa parte inferiore è costituita da legno multistrato a fibre incrociate, sagomata lateralmente per formare incastri precisi.

La casa al costo di un’auto

La prefabbricazione nell’architettura permette di ridurre i costi di una costruzione, ma impedisce le personalizzazioni.

Tra le ultime soluzioni presentate c’è quella dello studio di progettazione MIMA (composto da due architetti e un ingegnere)
Facendo riferimento alla cultura giapponese hanno realizzato un sistema modulare per realizzare delle abitazioni confortevoli, la dimensione esterna è un quadrato di 6.00 x 6.00 mq, mentre l’interno è completamente personalizzabile.
L’idea di base è quella di realizzare un’abitazione al costo di un’auto di cilindrata media.
I dubbi sono molti, primo fra tutti non viene spiegato come l’edificio si attacca a terra, è semplicemente appoggiato? Su cosa?
Il bagno e la cucina come possono essere realizzati con questo sistema di pareti mobili agganciate alle corsie sul soffitto e sul pavimento?
Dove sono prese di corrente?

Dalle scarse spiegazioni che gli architetti forniscono sembrerebbe solo un bella scatola di design molto più simile ad una vetrina che ad una abitazione.