Gehry vs Ando

Frank Gehry disegno
Tadao Ando Punta della Dogana Venezia

Cosa significano questi due disegni di Ando e Gehry, famosi archistar?

Quando un architetto pubblica uno schizzo di un suo progetto lo fa quasi sempre dopo averlo progettato.

È un modo estremamente semplice per condensare, sintetizzare e divulgare un concetto o al massimo un paio di idee che hanno guidato la realizzazione dei progetti.

Frank Ghery, con i suoi schizzi, cosa ci vuol dire? Principalmente due cose: Caos e meraviglia, e Tadao Ando? Silenzio e ordine.

Sono due architetti in antitesi come le cariche di una batteria, lo si capisce proprio dal modo di presentare graficamente le loro idee.

Lo schizzo grafico diventa sintesi dell’ordine che avrà il progetto: Gehry si avvicina moltissimo a Gaudì e più indietro ai maestri del barocco come il Borromini, dove ogni realizzazione doveva essere seguita personalmente dal progettista. Ando, invece, molto più razionalista e ascetico, segue la tradizione di Mies e dei neoclassici, dove l’ordine regna sovrano.

Veronika Paluchova un designer dalla Slovakia

Veronika Paluchova è una giovane laureata all’Academy of Fine Arts and Design Bratislava, non ha una grossa produzione, ma i suoi progetti e le sue idee hanno già ora una forte personalità.

Il materiale più utilizzato è il legno, le forme sono semplici, ma non banali. L’ironia e l’umorismo che traspaiono dai suoi lavori non ci hanno lasciati indifferenti.

Brava Veronika, spero d’incontrarti presto.

Studio 56th

Studio 56th è un team di progettisti divertenti e divertiti.

Uno degli ultimi lavori si chiama Caricature as…Furniture, nonostante i puntini nel titolo il risultato è piacevole e sarcastico.
I mobili fortemente ispirati alla versione Pop di Grace Jones e a Hollywood ci fanno sorridere, cosa non secondaria in questo periodo.

Si potrebbe obiettare che sembrano realizzazioni fragili, delicate e non durevoli negli anni. Probabilmente lo sono, ma a noi piace pensare che ogni tanto possiamo staccarci dal pensiero utilitarista, spiccare un piccolo volo per cambiare punto di vista e scoprire nuove emozioni.

Qui trovate ulteriori informazioni

Il modernismo Catalano : Palazzo della Musica

Questo Palazzo si trova a Barcellona in Spagna, tutte le volte che sono andato in quella città non sono riuscito a vederlo.

Il progetto è di Lluís Domènech i Montaner esponente del movimento Modernista spagnolo.

È un bellissimo spazio con un lucernaio fantastico che rappresenta il sole, mentre tutti gli altri decori alle pareti ricordano un giardino artificiale.
Uno spazio incredibile realizzato solamente con donazioni private, una leggenda narra che vicino avessero costruito una chiesa il cui campanile proiettava la propria ombra su quel tetto in cristallo. Le proteste furono immediate e ci misero pochissimo per far demolire la chiesa. Aveva più valore il tetto del Palau.

BALDI HOME JEWELS

Che cos’è il lusso, l’eleganza, lo stile, la bellezza, l’arte, la tradizione, la creatività?

Difficile rispondere, ma Baldi Home Jewels con il suo nuovo luxury magazine e con l’apertura di una comunità per designers bbspirit.baldi.biz, progetti che verranno presentati al Salone Internazionela del Mobile 2012 a Milano, prova a delineare un orizzonte di discussione e di progetto per un nuovo made in Italy, capace di affondare le radici nel nostro passato per progettare il nostro presente.

bbspirit.baldi.biz è un nuovo spazio di conversazione online dedicato all’Interior Design Creative Community.
Uno spazio innovativo per condividere il brand e la nuova identità digitale Baldi Home Jewels.
Una community esclusiva e internazionale rivolta a designers, progettisti e boutique all’interno della quale saranno pubblicati contenuti, interviste e momenti di approfondimento, foto e video in anteprima dei prodotti e della vita di Baldi in tutto il mondo.

BBSPIRIT è il nuovo luxury magazine dedicato ai Clienti Baldi per condividere con loro una finestra sull’Italian Luxury Style, su quel Mondo in cui Baldi Home Jewels è protagonista assoluto con le proprie esclusive creazioni. Già da questo primo numero, il BBSPIRIT è il trait d’union che collega molte e diverse declinazioni della bellezza, dallo sfarzo dei megayacht di Mondomarine al fascino delle Ville sulle colline del Chianti, dalle dimore e dagli alberghi più esclusivi all’infinita bellezza dei gioielli, degli abiti di Alta Moda e delle creazioni Italiane. Lo stile Italiano – ben oltre i prodotti – diventa la prospettiva su un mondo di lusso coerente e sofisticato.

Durante i Saloni 2012 ci saranno una serie di eventi serali, happy Hour all’interno degli stand animati da un team di blogger provenienti dal mondo del design e del lusso (Beatrice Doria, Paola PerfettiAnita RicheldiArianna Chieli e il sottoscritto Daniele Devoti).

Progettare la propria cucina – Parte seconda

La prima parte su come progettare la propria cucina la trovate qui

INGOMBRI MINIMI DA CONSIDERARE

Zona pranzo:
per una zona pranzo confortevole e ariosa è bene calcolare 120 cm di spazio libero intorno al tavolo.

Tra il tavolo e la parete, ad esempio, occorre che ci sia uno spazio minimo compreso tra 1.2 metri e 1.5 metri, in maniera tale da poter consentire il passaggio comodo di una persona anche quando qualcuno è seduto.
Un metro è sufficiente per poter operare in tutta comodità davanti al forno e alla lavastoviglie, mentre se si vuole anche usufruire del passaggio durante le fasi di lavoro, lo spazio richiesto è di almeno 1.75 metri.
Penisola:
la prima cosa da fare è definirne l’altezza che si desidera. Una penisola alta 110 cm necessita di sgabelli alti 74 cm. Quella alta 90 cm ha bisogno di sgabelli alti 63 cm.

in particolare, nel caso in cui si prendano le misure per persone di media statura l’altezza del banco dovrà essere di 85 cm e di 90 cm per quelle di alta statura, tutto ciò al fine di evitare una postura scorretta.
Il tavolo si posiziona correttamente a 76 cm da terra e di conseguenza la sedia a 46 cm di altezza, questo mix di misure garantisce il massimo della comodità e della praticità quando si sta a tavola.
In una cucina in parallelo, la distanza ottimale tra i due piani di lavoro frontali e tra 1.2 metri e 1.65 metri. Si deve tenere presente che se ci sono dei cassetti sotto i rispettivi piani di lavoro è consigliabile che vi sia la distanza massima.

Per garantirsi libertà di movimento, ai lati del piano cottura è bene lasciare uno spazio libero di almeno 40 cm per parte.

Tra il piano cottura ed il lavello dovrebbe esserci un piano libero di almeno 40 cm.

Tra il piano di lavoro e la cappa dovrebbe esserci una distanza pari a 50/70 cm.

Sarebbe bene che la lavastoviglie fosse posizionata vicino al lavello in modo da ridurre il più possibile il rischi di sporcare.

Il posizionamento del forno a livello degli occhi permette di lavorare più comodamente e garantisce una maggiore sicurezza per i bambini.

Il posto migliore per posizionare gli utensili potrebbe essere un cassetto vicino al piano cottura, in modo da averli sempre a portata di mano.

Per fare in modo che anta e cassetto si aprano meglio, tra l’anta del mobile e la parete, potrebbe essere sistemato un riempitivo.

SOLUZIONI DA EVITARE:
Attenzione: se si vuole posizionare il lavello sotto la finestra, verificare con cura l’altezza di miscelatore e finestra nel caso in cui la finestra si apra verso l’interno.

Evitare di sistemare gli elettrodomestici negli angoli, in quanto potrebbero ostacolare l’apertura degli elettrodomestici stessi e dei mobili adiacenti.

Non mettere cassettiere sugli angoli, non si aprirebbero facilmente e potrebbero rovinare maniglie e pomelli dei mobili attigui. Un riempitivo può essere utile.

Non posizionare il piano cottura contro pareti laterali, in quanto, una soluzione del genere fa perdere spazio di lavoro e si potrebbero annerire e sporcare le pareti.

Padiglione Australia – Biennale d’arte di Venezia

Venezia è la città dove ho vissuto per molti anni e mi sono laureato in architettura.

Vivevo molto vicino ai Giardini – Sant’Elena, sede storica dei padiglioni della Biennale di Venezia, d’inverno erano abbandonati e si poteva (a oggi si può ancora) tranquillamente passeggiare e passarci la notte bivaccando.
Ogni padiglione rappresenta una Nazione, sono architetture progettate da architetti famosi e rappresentativi, hanno dimensioni simili ad una casa, ma prive della funzionalità tipica delle abitazioni.

Il padiglione dell’Australia realizzato nel 1987 da Philip Cox è sempre rimasto provvisorio, una struttura leggera e bella, ora il concorso nazionale australiano ha decretato il progetto vincitore: Denton Corker Marshall.
Nel 2015 dovrebbe sostituire quello attuale.
Esternamente una scatola nera, internamente una scatola bianca, completamente vuoto ospiterà le opere di quel lontano paese.

Un vero peccato non vivere più a Venezia, avrei potuto passare la notte dentro come facevo durante il mio periodo universitario.

Progettare la propria cucina – Parte prima

La cucina è l’ambiente più complesso all’interno delle nostre case, al suo interno si svolgono una moltitudine di azioni e ogni azione ha bisogno di uno spazio dedicato.

Lo spazio per la preparazione del cibo è sicuramente il più importante, vediamo come organizzarlo razionalmente.

Questo spazio è la base su cui dobbiamo progettare la distribuzione dei mobili della nostra cucina, esistono tre attività principali: lavorazione dei cibi, la cottura e il lavaggio.
È fondamentale che queste azioni siano vicine e che ci si possa muovere liberamente senza fare troppa fatica.
Questi tre elementi li possiamo visualizzare come vertici di un triangolo, in questo modo potremmo visualizzare su una piantina della nostra cucina lo spazio lavoro.

Lo spazio lavoro in cucina
Lo spazio lavoro in cucina

Lo spazio dove muoversi e lavorare in una cucina con i mobili disposti parallelamente permette di accedere comodamente a tutte le funzioni

lo spazio lavoro in una cucina parallela
Lo spazio lavoro in una cucina parallela

In una cucina con una disposizione ad U lo spazio per lavorare è molto più compatto

lo spazio lavoro in una cucina a U
Lo spazio lavoro in una cucina a U

Con una classica disposizione dei mobili in linea lo spazio di lavoro si assottiglia, trasformando il triangolo in una semplice linea retta.

lo spazio lavoro in una cucina lineare
Lo spazio lavoro in una cucina lineare

In una distribuzione dei mobili della cucina a L il triangolo si allunga.

Spazio lavoro in una cucina a L
Spazio lavoro in una cucina a L

Nei prossimi post scriveremo degli ingombri  e degli spazi minimi per ogni attività che si svolge in cucina.

 

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