Herzog & de Meuron – Vitra CampusHerzog & de Meuron – Vitra CampusHerzog & de Meuron – Vitra Campus

Oggi voliamo alti nel cielo dell’architettura.
Le foto di Iwan Baan illustrano il progetto realizzato da Herzog & de Meuron: el Vitra Campus.
Un progetto bellissimo ed è evidente guardando le foto, ma ancora più interessante è scoprire cos’è il Vitra Campus dove non solo Herzog & de Meuron hanno lavorato, ma anche Frank GehryTadao AndoZaha Hadid e Alvaro Siza.

Una concentrazione di architetture talmente alta che meritano il viaggio.
Il Vitra Campus nasce dalle ceneri dell’omonima fabbrica che agli inizi degli anni 80 prese fuoco distruggendo quasi tutto.
Come sempre le grandi crisi sono grandi opportunità, ma solo per le menti più reattive, fu così che l’amministratore delegato svizzero Rolf Fehlbaum cercò di creare una corporate identity lavorando su due fronti : il contenuto (la produzione di design industriale) e il contenitore (gli spazi architettonici).

Il risultato è quasi un miracolo, uno spazio straniante al primo impatto, ma ricco di stimoli.

Let’s fly high in the architecture sky, today.

This pictures by Iwan Baan illustrate the Vitra Campus project by Herzog & deMeuron.

A beautiful project aa it is clear just looking at the pictures, but it’s even more fascinating to discover what the Vitra Campus is, where not only Herzog & de Meuron have worked in, but also Frank GehryTadao AndoZaha Hadid and Alvaro Siza did.

A so high concentration of architecture that they deserve a trip.

The Vitra Campus is born from the ashes of the homonymous factory which in the early 80 burst into flames destroying nearly everything.

As usual, a great crisis is a great opportunity, but only for the more responsive minds. And so, Swiss CEO Rolf Fehlbaum tried to create a corporate identityworking on two fronts: content (industrial design production) and container (architectural spaces).

The result is almost a miracle, an alienating space at first, but highly inspiring.

Hoy vamos a volar muy alto, hasta el cielo de la arquitectura.

Las fotos de Iwan Baan ilustran el proyecto de Herzog & de Meuron: el Vitra Campus

Un hermoso proyecto como es evidente viendo las fotos, pero aún más fascinante es descubrir qué es el Vitra Campus, donde no sólo han trabajado Herzog & de Meuron, sino también Frank Gehry, Tadao Ando, Zaha Hadid y Alvaro Siza,

Una alta concentración de arquitecturas, que merece la pena hacerse un viaje.

El Vitra Campus nació de las cenizas de la fábrica del mismo nombre que en los años 80 se incendió, destruyéndose casi por completo.

Como siempre las grandes crisis son también grandes oportunidades, aunque sólo para las mentes más receptivas, así fue que el director general suuizo Rolf Fehlbaum intentó crear una identidad corporativa trabajando por dos frentes: el contenido (la producción de diseño industrial) y el recipiente (los espacios arquitectónicos).

El resultado es casi un milagro, un espacio alienante a primera vista, pero lleno de estímulos.

Sabina Lang e Daniel Baumann Sabina Lang e Daniel Baumann Sabina Lang e Daniel Baumann

È una semplice scala da 17 gradini, ma difficilmente vedremo qualcuno percorrerla.
Un progetto di Sabina Lang e Daniel Baumann in Svizzera, vertiginoso oltre che pericoloso, è una scala esterna realizzata in acciaio e alluminio prima di protezioni che sporge dalla facciata di un grattacielo a circa 50 metri di altitudine.
Durante il tramonto proietta delle ombre fantastiche sulla superficie grigia del cemento.

Riciclare i vasetti in lampade per la casaWhich one do you prefer?¿Cuál prefierís?

È da molto tempo che vorrei realizzare dei lampadari partendo da materiali in disuso.

Mentre aspetto di farlo altri designer lavorano proponendo interessanti soluzioni. Questo riuso dei vasetti per conservare il cibo in lampade è simpatico e soprattutto facile da realizzare in proprio con un minimo sforzo.

Tommaso Guerra propone la soluzione più coraggiosa mettendo dei liquidi colorati molto vicini alle lampadine.
James Shaw, invece, offre una soluzione più elegante satinando l’interno dei vasetti per offrire una luce diffusa nascondendo la lampadina.

Quale preferite?

It is a long time that I think to create some chandeliers starting from disused materials.

While I’m waiting to do so, other designers are working on it and proposing interesting solutions. This food jars which became lamps are really nice and they are easy to make on your own with little effort.

Tommaso Guerra shows a courageous solution by placing colored liquids very close to the bulbs.

James Shaw, instead, offers a more elegant solution: satin finishing, in order to provide a diffuse light and to hide the bulb.

Which one do you prefer?

Hace un tiempo que quiero crear las lámparas a partir de materiales en desuso.

Y mientras espero hacerlo, otros diseñadores trabajan en ello para proponer soluciones interesantes. Esta transformación de frascos para conservar los alimentos en las lámparas es muy agradable y fácil de realizar en casa y con poco esfuerzo.

Tommaso Guerra propone una solución más intrépida, poniendo líquidos de diferentes colores muy cerca de los bulbos.

James Shaw, en cambio, ofrece una solución más elegante satinando el interior de frascos para proporcionar una luz difusa y ocultar la bombilla a la vez.

¿Cuál prefierís?

Mobili particolari per la casaSpecial furniture for home Muebles especiales para el hogar

Giocando semplicemente con le proporzioni, tra le parti che compongono i mobili, Steffen Schellenberger ha creato una serie di mobili per la casa davvero divertente.
Allungando a dismisura lo schienale la sedia si trasforma in un appendiabiti.
Allungando le gambe e sostituendo lo schienale con uno specchio la sedia cambia diventando specchiera.

Cambiando le proporzioni gli oggetti cambiano funzione, non diventano inutilizzabili. Una regola che vale sempre nel mondo del design.

Simply playing with the proportions among the parts of furniture, Steffen Schellenberger has created a really fun set of home furniture.
Stretching beyond measure the backrest to a chair, it becomes a hanger.
Stretching the legs and replacing its back with a mirror, a chair changes into a dressing table.

By changing the proportions of the objects, they change their function but they don’t become useless. A rule that is always worth the world of design.

Simplemente jugando con las proporciones de las partes de los muebles, Steffen Schellenberger ha creado una serie de muebles para el hogar muy divertida.
Alargando muchísimo el respaldo de una silla, ésta se convierte en un perchero.
Si estira las patas y sustituye el respaldo con un espejo, la silla cambia y se transforma en un tocador.

Al cambiar las proporciones, los objetos cambian su función pero no se hacen inutilizables. Una regla que vale desde siempre en el mundo del diseño.

Maarten De Ceulaer designerMaarten De Ceulaer designerMaarten De Ceulaer designer

Maarten De Ceulaer è un giovane designer di Bruxelles, da qualche anno ha concentrato la sua produzione sugli oggetti estremizzando le sue soluzioni con un design d’impatto capaci di suscitare forti reazioni in noi osservatori.

Maarten De Ceulaer is a young designer from Brussels. Since a few years he has focused his production on objects, resorting to extremes its solutions but with a striking design capable of provoking strong reactions in us, as observers.

Perfect if you have someone, because they can’t sit on your lap for too long without killing your legs; and even if you don’t because your laptop can get too hot for your legs.

Maarten De Ceulaer es un joven diseñador de Bruselas. Desde hace varios años ha centrado su producción en los objetos, levando a los extremos sus soluciones con un diseño llamativo capaz de provocar fuertes reacciones en nosotros, sus observadores.

Rilettura della sedia di Thonet Reinterpretation of Thonet chairReinterpretación de la silla de Thonet

Adoro le cover musicali, i rifacimenti dei vecchi film e le rivisitazioni dei classici nel design.

Qui Martino Gamper è riuscito a rileggere in chiave postmoderna la classica sedia di Thonet e il risultato è davvero molto bello.

Non sai chi è Thonet ? Male, nel prossimo post la risposta. 🙂

I love cover music, old movies remakes and new interpretations of classic design.

Martino Gamper was able to read in a post-modern way the classic Thonet chair and the result, as you can see here, is really nice.

You do not know Thonet? So bad, but you’ll know him in the next post.

Me encantan las covers musicales, los rehacimientos de antiguas películas y las nuevas interpretaciones del diseño clásico.

Aquí Martino Gamper fue capaz de volver a interpretar en clave post-moderna una clásica silla Thonet y el resultado es realmente muy agradable.

¿Usted no sabe quién es Thonet? Muy mal, pero en el próximo post encontrará la respuesta. 🙂

La ceramica di Lenny KravitzCeramics by Lenny KravitzLa cerámica de Lenny Kravitz

Da qualche settimana nei siti web dedicati al Design circola una notizia decisamente buffa.

Lenny Kravitz ha collaborato con Lea Ceramiche per la realizzazione di una serie di piastrelle chiamata Goccia.

Sarei estremamente curioso di conoscere la modalità con cui il cantante ha interagito per la realizzazione del prodotto: gli hanno presentato dei prototipi e lui ne ha scelto uno? Gli hanno detto di pubblicizzare uno già pronto? Ha disegnato lui la forma della piastrella decidendo finiture, colori e tutti gli altri dettagli?

Sono curioso.

Se qualcuno dei miei lettori conosce Kravitz glielo può chiedere? Grazie.

Since some weeks, on design websites we can read a very funny news.

Lenny Kravitz teamed with Lea Ceramiche to the creation of a collection of tiles Goccia (meaning “drop” in Italian).

I am extremely curious about how the singer has helped to create the product:
They presented him some prototypes and he chose one of them? They told him to advertise one ready product? He drew himself the tiles, deciding their shape, finishes, colors and other details?

Very curious.

If any of my readers know him, could you ask Mr. Kravitz about all this for me? Thanks

Desde hace algunas semanas circula en las web dedicadas al diseño una noticia curiosa.

Lenny Kravitz ha colaborado con Lea Ceramiche para realizar una serie de azulejos llamados Goccia (gota, en italiano).

Tengo mucha curiosidad de saber cómo el cantante ha colaborado para la realización del producto: ¿Le han presentado varios prototipos y él eligió uno? ¿Le pidieron que anunciara un producto ya listo? ¿Diseñó él sí mismo los azulejos, decidiendo sua forma, sus acabados, sus colores y demás detalles?

Lo sè, soy muy curioso.

Si uno de mis lectores conoce a Kravitz, ¿se lo puede preguntar? Gracias.

Una libreria ruotata di 90 gradi – Dunny SkylineA library rotated 90 degrees – Dunny SkylineUna estantería girada 90 grados – Dunny Skyline

In Olanda c’è una tradizione derivante dal Neoplasticismo tutt’ora molto sentita, in questo fiume di forme rientra la libreria Dunny Skyline.

Occupa un’intera parete del soggiorno in questa casa olandese, a prima vista sembra una classica libreria ruotata di 90°.

La cura dei dettagli come l’uso di magneti al posto delle cerniere, le piccole vetrine retroilluminate per la notte e il colore danno un valore aggiunto rendendola unica, anche se tutti questi particolari difficilmente verranno notati dai futuri ospiti.

In Holland there is a tradition stemming from Neoplasticism which is still strongly felt. We can locate the library “Dunny Skyline” within that flow of forms.

It occupies an entire wall of this house in the Netherlands, at first glance it looks like a bookshelf rotated 90 degrees.

The attention to details, such as the use of magnets instead of hinges, small showcases backlighted for night and color, gives to the library an added value, making it unique, even if all these details are unlikely to be noticed by future guests.

En Holanda hay una tradición derivada del Neoplasticismo que aún es muy sentida. Dentro de este río de formas se puede colocar la biblioteca Dunny Skyline.

Ocupa toda una pared del salón de esta casa de los Países Bajos y a primera vista parece una estantería girada de 90 °.

La atención a los detalles, tales como el uso de imanes en vez de bisagras,cristaleras retroiluminadas pequeñas para la noche y el color dan un valor añadido que la hacen ser única, aunque es poco probable que los futuros huéspedes de la casa se den cuenta de todos estos detalles.

Pavimento in legno: incollato o flottante?Wood floor: glued-down or floating?Piso de madera, ¿pegado o flotante?

The wood floor can be installed mainly in two ways: glued-down o floating.

Glued-down

It is the most common solution, it can be installed on new floor slabs, on old tiles and even with underfloor heating.

You must first apply a layer of glue and then install the flooring, the adherence is almost immediate (depending on the type of glue), you’ll can walk over it the very next day.

In the case of existing tiles it is necessary to scratch them first (I prefer this technique to using acid) in order to make their surface porous and clean enough for the glued installation.

Floating

It’s a less used solution. You must first extend a subfloor (a polyethylene foam laminated sheet with a high density polyethylene film) and then place the new wooden floor over it, taking care of pasting only the joints (to give more stability). No other measures are needed in case of both, new or old floor.

Which solution is best?

The answers is, as almost always, it depends. If you have underfloor heating you are forced to choose a glued installation, otherwise the floating installation allows you to return the floor to its initial state without damaging the existing tiles.

The main defect (but it’s subjective) for floating foor is that the floor is slightly more noisy when walked on. The main advantage is that, if you’ll move house you can always remove it and take it with you.

Il parquet può essere utilizzato principalmente in due diversi modi: incollato o flottante.

Incollato

È la soluzione più comune, può essere utilizzata su massetti nuovi, su vecchie piastrelle e anche su pavimenti con riscaldamento a terra.

Viene steso un velo di colla e poi installato il parquet, l’adesione è quasi immediata (dipende dal tipo di colla utilizzata), si può camminare sopra il giorno dopo.
Nel caso di piastrelle esistenti è necessario procedere prima ad una graffiatura  (la prediligo all’uso degli acidi) in modo da rendere la superficie porosa e pulita per la posa incollata.

Flottante

Soluzione meno utilizzata, inizialmente viene steso un sottopavimento (un foglio di polietilene espanso accoppiato con una pellicola di polietilene ad alta densità), sopra questo materiale viene posato il nuovo pavimento in legno avendo cura d’incollare solo gli incastri (per dare maggiore stabilità). non sono necessari altri accorgimenti sia in caso di nuovo o vecchio pavimento.

Qual è meglio usare?

Dipende, se avete un riscaldamento a pavimento siete obbligati ad usare la posa incollata, altrimenti la posa flottante permette di ritornare allo stato iniziale senza rovinare le piastrelle esistenti.

Il principale difetto (ma è soggettivo) della posa flottante è che il pavimento è leggermente più rumoroso con il calpestio. Il vantaggio principale è che se cambierete casa potrete sempre smontarlo e portarlo con voi.

El parquet puede ser colocado esencialmente de dos maneras:

pegado o flotante.

Pegado

Es la solución más común, se puede utilizar ya sea en pavimentos nuevos, como sobre viejas baldosas o en el suelo con calefacción por suelo radiante.

Se extiende una capa fina de pegamento y después se instala el piso, la adherencia es casi inmediata (en función del tipo de pegamento utilizado), y ya al día siguiente se puede caminar sobre él.

En el caso de las baldosas existentes, es necesario primero rallarlas (yo prefiero el uso de ácidos) para que la superficie quede lo suficientemente porosa y limpia para la instalación pegada.

Flotante

Solución menos utilizada, inicialmente se extiende un subsuelo (una hoja de espuma de polietileno laminado con una película de polietileno de alta densidad) y luego, por encima de este material, se coloca el piso de madera nuevo, solamente hace falta pegar las articulaciones (sólo para dar una mayor estabilidad). No son necesarias otras medidas, tanto en el caso de pisos nuevos como en el de viejos.

¿Cuál es la mejor solución?

Como casi siempre, depende. Si su casa tiene calefacción por suelo radiante, estará obligado a utilizar la instalación con pegamento, de lo contrario la instalación flotante le permite hacer volver a su estado inicial el piso sin dañar las baldosas existentes.

El principal defecto (aunque es subjetivo) del piso flotante es que el suelo es un poco más ruidoso cuando se camina sobre èl. La principal ventaja es que si usted decide mudarse de casa lo siempre puede quitar y llevárselo con usted mismo.