Cambiamo il pavimento in un giorno/2

Avevamo iniziato a scrivere qui come cambiare aspetto alla nostra casa in meno di un giorno utilizzando i pavimenti in laminato.

Ora cerchiamo di capire come scegliere il prodotto giusto per noi.

La normativa suddivide i pavimenti in laminato non tramite l’aspetto, ma tramite le caratteristiche tecniche.
È normale avere pavimenti dall’aspetto uguali, ma con caratteristiche completamente differenti e, di conseguenza, prezzi diversi.

L’elemento principale da prendere in considerazione è la classe AC (Resistenza all’abrasione) valore che oscilla dal 3 (debole) al 6 (forte)
Per la nostra abitazione è necessario partire da un AC3 e se vogliamo materiale più resistente possiamo aumentare la classe senza problemi.

Il secondo elemento da considerare è la Resistenza all’impatto IC, il valore oscilla tra il 2 (debole) e il 4 (forte).
Maggiore questo numero e più il pavimento resisterà alla caduta delle pentole o dei piatti che lanceremo al nostro compagno/a di turno.

Un altro elemento da prendere in considerazione è il comportamente elettrostatico, essendo un materiale prevalentemente plastico deve avere un trattamento antistatico, altrimenti faremo scintille.

Il rigonfiamento di spessore quanto il pavimento viene a contatto con i liquidi deve avere un valore medio del 6%/8%

Oltre ai precedenti parametri ce ne sono altri come: resistenza alla bruciatura di sigaretta, resistenza alle macchie, reazione al fuoco, resistenza ai raggi UV, ecc, ma li ritengo secondari, in quanto sono garantiti in tutti i prodotti in vendita e non influiscono sul prezzo finale.

È molto importante considerare che generalmente i pavimenti in classe AC3 (quindi quelli normalmente utilizzati nelle case devono avere un giunto di dilatazione ogni 7,00 ml circa.

In questo modo si evita dilatazioni eccessive del pavimento e probabili rigonfiamenti in caso di ambienti molto umidi.
Utilizzando pavimenti in classe AC6 potremmo non utilizzare giunti di dilatazione

Per finire ricordatevi che nei pavimenti laminati è obbligatorio utilizzare un materassino di 2 mm di spessore (che nel riscaldamento a pavimento isola molto), che tutte le porte andranno tagliate di 1 cm circa con particolare attenzione alla porta blindata.

Valutate le caratteristiche tecniche e scelte quelle più adatta a noi possiamo concentrarci sull’aspetto del pavimento.

Se avete domande fatemele pure nei commenti.

8 thoughts on “Cambiamo il pavimento in un giorno/2

  • 2 aprile 2012 at 15:33
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    A proposito di parquet e riscaldamento a pavimento, quali sono gli accorgimenti necessari ad ottenere la massima efficienza energetica? Nel mio caso parliamo di una nuova costruzione, ma penso che i criteri siano analoghi.

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    • 3 aprile 2012 at 10:24
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      Ciao Gianluca,

      l’accorgimento principale e più importante deve essere fatto prima della posa del pavimento in legno.
      È obbligatorio che il riscaldamento venga acceso e alzato di 5 gradi al giorno fino alla sua temperatura massima, mantenuta per un paio di giorni e poi si cala sempre di 5 gradi al giorno fino a spegnerlo del tutto.
      Dopo questa importantissima operazione (che deve essere certificata dall’impiantista) il posatore farà un foro nel massetto per misurare l’umidità relativa che dovrà essere inferiore a 1,7 % x 20gr (ma è un valore che varia a seconda della tipologia dei massetti.
      Dopo queste verifiche si può posare tranquillamente.
      Alcuni produttori di parquet forniscono i coefficienti termici K con i quali si può tarare la temperatura dell’acqua nei tubi di riscaldamento, vale la regola generale che più è sottile il pavimento in legno e meno isola.
      In ogni caso non ci sono particolari controindicazioni per l’uso del legno nei pavimenti riscaldati.

      Discorso molto diverso nel caso di pavimenti refrigerati.

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      • 3 aprile 2012 at 13:50
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        In effetti stavo valutando se includere anche il raffreddamento nell’impianto a pavimento (al momento è previsto, ma con i classici split a parete). Magari si merita un post a parte?

        Comunque, grazie mille per la risposta.

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        • 3 aprile 2012 at 16:11
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          Sì, meriterebbe un post a parte, devo solo trovare il tempo per farlo 😀

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          • 14 aprile 2012 at 20:22
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            Sarebbe bello se approfondissi anche la parte negativa del riscaldamento\raffrescamento a pavimento. Esempio: c’è chi dice che quel tipo di riscaldamento reca problemi di circolazione e gonfiore, soprattutto agli arti inferiori, prevalentemente nei soggetti predisposti. E il raffrescamento può sostituire un impianto di condizionamento? Cmq tutto molto interessante 🙂

          • 14 aprile 2012 at 20:22
            Permalink

            Sarebbe bello se approfondissi anche la parte negativa del riscaldamento\raffrescamento a pavimento. Esempio: c’è chi dice che quel tipo di riscaldamento reca problemi di circolazione e gonfiore, soprattutto agli arti inferiori, prevalentemente nei soggetti predisposti. E il raffrescamento può sostituire un impianto di condizionamento? Cmq tutto molto interessante 🙂

  • 16 aprile 2014 at 17:30
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    Non ho capito il passaggio:

    “devono avere un giunto di dilatazione ogni 7,00 ml circa”

    Millilitri? Forse volevi dire 7 metri quadri o 7 elementi di giunzione?

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    • 17 aprile 2014 at 09:04
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      Si deve prevedere un giunto di dilatazione piano ogni 7 metri lineari (ml) e impedire così una eccessiva dilatazione

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