Frank Gehry e il Dito Medio

Frank Gehry e il Dito Medio

Frank Gehry è un architetto canadese molto conosciuto, la prima volta che ho visto una sua architettura è stato in televisione nello spot della Omnitel dove Megan Gale scivolava con dei pattini sulle dolci curve del Museo Guggenheim a Bilbao

Quell’edificio è stato realizzato da Frank Gehry, da quel momento in poi è diventato un’archistar capace di costruire solo scatole di metallo con bellissime forme e prive di funzionalità abitative.
In poche parole è diventato un bravissimo designer e questo è quasi un insulto per ogni architetto che costruisce case.

Quando un giornalista spagnolo gli ha chiesto di rispondere alla critica che lo accusa di fare “architettura-spettacolo” la pacata risposta del nostro SuperArchitetto è stata questa che vedete in foto.

Frank Gehry alza il dito medio

Dopo questa sua pacata e silenziosa reazione qualcuno nel web si è scatenato ritoccando le foto di molti architetti famosi della storia recente.

Questo è l’esilarante risultato.

Una bellissima e fintissima campagna del “dito Medio” a supporto del nostro Frank Gehry

Piero Lissoni – lezioni all’Istituto Marangoni di Milano.

Piero Lissoni – lezioni all’Istituto Marangoni di Milano.

cabrio-porro-lissoniPiero Lissoni è un grande progettista e designer dei giorni nostri, ha tenuto delle lezioni presso l’Istituto Marangoni di Milano dove ha parlato di come devono essere realizzati i progetti e dell’importanza della stupidità nel processo creativo.

La stagista Emily ha seguito per me l’evento a Milano e qui http://goo.gl/iwMK7N potete leggere il suo personale resoconto.

Frank Lloyd Wright , l’inventore del più grande umidificatore del mondo

Frank Lloyd Wright , l’inventore del più grande umidificatore del mondo

fallingwaterFrank Lloyd Wright è l’architetto che ha costruito la casa più popolare nel mondo  del XX secolo: la Fallingwater (Casa sulla Cascata).

Questa casa è stata edificata nel 1934 per volere del ricchissimo  Edgar Kauffman Sr, il quale desiderava una casa per le vacanze, ma non sapeva quale architetto contattare per realizzarla. Fortunatamente il figlio (Edgar Kauffman Jr) ha insistito perché fosse Wright a progettare il loro sogno campagnolo.

Il famoso architetto si mette (quasi) subito al lavoro, esegue degli schizzi e delle planimetrie delegando al suo studio l’incombenza dei dettagli architettonici, dei calcoli strutturali e di tutta quella parte noiosa che le archistar odiano fare.

Appena terminata la realizzazione della prima terrazza si flette per oltre 4,5 cm indicando un grave problema di calcolo strutturale. Realizzata anche la seconda terrazza (che fa da tetto alla camera matrimoniale) si formano due incredibili crepe.
Lo stucco era finito e Kauffman si accorge dei problemi, decise di pagare un geometra perché monitorasse le flessioni delle terrazze. Immagino la gioia di Wright nel vedere in cantiere questa persona che controllava lo stato dei lavori.

Al seguito di quelle deformazioni venne contattato l’ingegnere strutturale che rifece tutti i calcoli ed esclamò “Oh my God, I forgot the negative reinforcing!” (Feldman, 2005) che tradotto in italiano “Oh mio Dio, ho dimenticato il rinforzo negativo!

E fu così che da quel giorno iniziarono dei lenti e inesorabili lavori di ristrutturazione.

[continua…]

Chiesa di Santa Maria presso San Satiro a Milano

Chiesa di Santa Maria presso San Satiro a Milano

A Milano c’è una piccola chiesa nella Parrocchia di Santa Maria in via Torino nascosta e incastonata come un diamante tra i palazzi, passa inosservata ai turisti e ai milanesi, ma dentro nasconde un grande segreto: l’ossessione per la simmetria

Alla fine del 1400 un giovane artista, poco più che ventenne, chiamato Donato Bramante, arrivò a Milano per ampliare una piccola chiesa. Il luogo di edificazione presentava due vincoli principali: uno spazio ristretto e una strada che limitava la profondità dell’abside.

La simmetria era impossibile da ottenere, perché, a causa della via di passaggio, l’abside non aveva sufficiente spazio per bilanciare la navata principale.

In architettura i limiti (planimetrici, economici, funzionali, strutturali ecc ecc) sono stimoli perché spingono a cercare soluzioni diverse e inducono il progettista a immaginare vie alternative per raggiungere il suo obiettivo. In questo particolare caso il giovane Bramante, ossessionato dalla irrinunciabile simmetria per la sua chiesa, passava notti insonni alla ricerca di una soluzione.

Come realizzare un edificio simmetrico quando lo spazio non lo permette?

In suo aiuto venne la più grande scoperta del rinascimento, nota solo alle menti più acute e innovative di quel tempo: la prospettiva. Concetto scontato oggi dopo secoli di utilizzo, ma nel rinascimento era una novità (un po’ come la teoria della relatività generale di Albert Einstein è una novità quasi incomprensibile per noi)

Oh, che dolce cosa è questa prospettiva! Diceva Paolo Uccello a metà del 1400

Bramante, pervaso da questa dolcezza, trova finalmente la soluzione al suo problema, progetta un’abside profonda meno di 1 metro e grazie all’illusione prospettica sembra essere profonda decine di metri, creando il primo esempio di illusione architettonica “trompe l’oeil” e spalancando una nuova porta nel mondo dell’architettura.

Nella Chiesa di Santa Maria presso San Satiro oggi notiamo come un’ossessione può diventare un elemento propositivo capace di motivare le menti più reattive spingendole alla ricerca di soluzioni innovative spalancando le porte dell’architettura verso nuovi sentieri di spazi tridimensionali.

arch. Renzo Piano senatore a vita

arch. Renzo Piano senatore a vita

Il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano ha nominato 4 nuovi Senatori a vita: il maestro Claudio Abbado, la ricercatrice Elena Cattaneo, l’architetto Renzo Piano e il fisico Carlo Rubbia.
Sono persone che spiccano nella nostra società come diamanti su un letto di letame e per questo meritano un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato italiano.

Renzo Piano è un grande architetto e cercò di reinventare lo stile architettonico aprendolo al quotidiano, grazie a lui l’architettura venne considerata come un mezzo per risolvere i problemi e non più una semplice rappresentazione visiva.
A Piano sono sempre piaciute le soluzioni tecniche e il gioco delle forme, per lui gli edifici dovevano essere “temporanei” “leggeri” e ” provvisori”, secondo lui l’architettura doveva servire i poveri e i meno fortunati piuttosto che lo Stato, i ricchi o la Chiesa, per questo motivo non ha mai inseguito la illusoria ricerca della permanenza con edifici pesanti ed “eterni”.

Un architetto della levatura di Renzo Piano, nonostante tutto il suo appassionato impegno politico degli anni ’60 e ’70, non poteva esimersi dal confronto con il potere costituito, infatti a segnare la sua carriera e a plasmare il suo lavoro è stato il rapporto con banchieri e i magnati delle assicurazioni. Egli ha costruito per loro gallerie d’arte e mausolei, solo a loro ha dovuto render conto del suo operato.

Renzo piano ha lavorato con Agnelli per un quarto di secolo, all’inizio nulla faceva pensare che il loro rapporto si sarebbe evoluto fino ad includere, alla fine, il progetto dell’equivalente di una tomba.

Il primo lavoro per Agnelli fu quello di disegnare un’automobile per la Fiat, l’ultimo fu la trasformazione del Lingotto in una specie di mausoleo per Gianni Agnelli, non a caso fu proprio lì, nella pinacoteca, che la sua salma venne portata prima della sepoltura.

Da Eli Broad, gli editori del New York Times, fino ai seguaci di padre Pio tutti sono andati in pellegrinaggio presso uno dei suoi studi tra Parigi, dove si svolge gran parte del lavoro di design, e sulla selvaggia scogliera a ponente di Genova dove sorge la sua “base di ricerca”.

Anche Irvine Sellars, commerciante di abbigliamento poi diventato imprenditore immobiliare, molto probabilmente arrivò nella spiaggia ligure, salì sulla cabina di vetro di un’improvvisata funivia per essere trasportato fino al rifugio dell’architetto da cui si gode una superba vista sul mare. Dopo la colazione a base di pesce alla griglia servita dalla governante in uniforme ben stirata, Sellars capì di aver scelto un architetto all’altezza delle sue aspirazioni così decise di incaricarlo di disegnare il più alto edificio d’Europa, una torre per uffici collocata sopra la stazione del Ponte di Londra.

Dio Padre Misericordioso, progettata da Richard Meier, nel quartiere Tor Tre Teste

Le chiese costruite negli ultimi 50 anni sono brutte?

Le chiese moderne sono brutte?
Per il Vicariato e cardinali come Gianfranco Ravasi, ministro della Cultura della Santa Sede, le nuove chiese sorte nella periferia romana negli ultimi vent’anni sono “spazi per sale congressi, ambienti simili a palazzetti dello sport, ambienti abbrutiti e volgari…”.

L’ultimo personaggio illustre ad accodarsi alle critiche è il Direttore dei musei vaticani e Sovrintendente dei beni artistici della Santa Sede, che alla presentazione del libro “Chiese della periferia romana” edito da Electa, ha affermato “Chiese? Parrocchie? Ma qui siamo al massimo davanti a spazi museali, ambienti che non invitano alla preghiera e alla meditazione” e continuato con “Niente a che vedere con le chiese barocche che da secoli parlano della fede cristiana con tabernacoli ben visibili, cupole, icone, immagini della vita della Chiesa che aiutano i parroci nelle loro catechesi. Persino le chiese ortodosse della Russia assolvono in pieno a questi compiti di formazione e di catechesi”

È piacevole scoprire che anche il Vaticano si è accorto che i nuovi edifici sacri più che rappresentare il divino sembrano rappresentare una nuova divinità “San Amministratore di condominio”.

Le nuove chiese assomigliano molto di più ai palazzi della periferia che non a luoghi sacri e divini.

L’evoluzione del pensiero architettonico a fumetti

L’architettura prima di essere edificio è pensiero, se non altro perché è estremamente più economico di un grattacielo.

Ludwig Mies van der Rohe. Modernismo, minimalismo. Assieme a Le Corbusier è uno dei padri dell’architettura moderna e un rivoluzionario amante del sigaro. Ha svincolato l’architettura dagli stili imperanti grazie ad una ferma abolizione di ogni ornamento. Creò una tabula rasa sui cui potevano svettare volumi e concetti puri come il vetro che utilizzava nei suoi edifici. Con il passare del tempo il modernismo degenerò in un’assenza di fantasia, trasformandosi in una camicia di forza a cui non ci si poteva ribellare.

Robert Venturi. IlPostmodernismo fu la classica reazione al precedente modernismo. Venturi considerò la città contemporanea fuori dall’ambito dell’architettura moderna, reintroducendo il simbolismo, la contraddizione e la complessità e tralasciando i precedenti valori come la semplicità e la coerenza. Il postmodernismo produsse una foresta di grattacieli dalle forme indistinte e prive d’interesse.

Philip Cortelyou Johnson. Opportunismo ed eclettismo. Come curatore di mostre è stato capace di individuare e assorbire gli stili architettonici. Ha avuto la capacità di cogliere lo spirito dei tempi. Successivamente, nel suo lavoro, è riuscito ad inglobare i più recenti materiali e forme, anche lessicali. La sua Glass House è un compendio della storia dell’architettura del XX secolo.

Rem Koolhaas. Il realismo cinico. Soprannominato il Le Corbusier dei giorni nostri, attento osservatore, con i suoi saggi ha indagato i fenomeni come Il muro di Berlino, la Città Generica, il problema della Grande Dimensione, la Cina, la Globalizzazione, lo Shopping, ecc.
“Di più è meglio” esprime la constatazione che l’accumulo e l’affastellamento hanno sostituito forme più alte di organizzazione come la gerarchia degli spazi e la composizione. La comprensione precede l’azione.

Barack Hussein Obama. Unità e ottimismo. Propone un cambiamento attraverso l’unità. Perché scegliere tra Democratici e Repubblicani, quando si può scegliere gli Stati Uniti d’America?

Bjarke Ingles. Pragmatismo utopistico. La storia dell’architettura è da sempre dominata da due diverse tendenze: lì avanguardia con idee folli, spesso lontane dalla realtà, e la ferrea organizzazione di studi associati che costruiscono noiosi e prevedibili blocchi squadrati di ottima qualità. Ingles non sceglie nessuna delle due, si pone in mezzo a queste opposte correnti di pensiero con l’obbiettivo di creare luoghi perfetti dal punto di vista sociale, economico e ambientale.

Tratto da: Yes is more, Taschen 2011

Gae Aulenti

È morta all’età di 84 anni Gae Aulenti, un architetto dal passato illustre, mi piace ricordarla per il recupero del museo d’Orsay a Parigi o, molto più vicino a noi, la ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia.

Una donna che, forse, ha vissuto gli anni più belli dell’architettura mondiale.

Il suo animo gentile lo s’intravvede nelle sue opere dove ha sempre lottato contro il razionalismo dominante.

Dalì contro Le Corbusier e l’architettura pelosa

Le Corbusier è un architetto del 900 che ha dato inizio ad una rivoluzione che ha modificato per sempre il nostro stile di vita e le nostre città.
Suo è il concetto di casa come macchina per abitare, un concetto semplice, ma rivoluzionario per l’epoca, l’abitazione doveva essere funzionale alla vita dell’uomo e non viceversa.

Le Corbusier ha utilizzato la parola macchina per definire la casa perché intendeva affermare che la sua costruzione doveva avvenire tramite sistemi industriali esattamente come per la realizzazione delle automobili e altri prodotti industriali.

Le prime realizzazioni del grande architetto del 900 sono architetture astratte, funzionali, dove la funzione diventa ornamento e soprattutto sono spoglie di ogni sovrastruttura simbolica e di significati inconsci.

Casa atelier per l’artista Ozenfant progettata da Le Corbusier
Immagine tratta da lablog.org.uk

Proprio per questo un arzillo pittore catalano Salvador Dalì disse che:

Le Corbusier era una creatura degna di compassione che lavorava il cemento armato. L’umanità arriverà presto sulla luna e, pensate un po’, quel buffone proclamava la validità del cemento armato. La sua pesantezza e la pesantezza del suo cemento sono direttamente proporzionali (…) con la sua architettura in cemento armato ha creato i più brutti e inaccettabili edifici del mondo. 

Salvador Dalì creò le sue case erotizzabili fatte non per abitarci, ma per viverci e anche , col permesso di Le Corbusier, per sognare proprio in opposizione al pensiero razionalista.

Non a caso per Salvador Dalì l’architettura del futuro sarà “molle e pelosa” e guardando il padiglione britannico dell’Expo 2010, realizzato dall’architetto Thomas Heatherwick, possiamo dire che sul concetto di architettura pelosa il vecchio catalano ha colpito nel segno.

Padiglione inghilterra expo shanghai 2012

Biennale di Architettura a Venezia 2012 – Padiglione olandese

Prima di cambiare le tende a casa tua passa a vedere il Padiglione olandese della Biennale di Venezia 2012.

In Olanda, con il suo Padiglione, vuole spiegare che gli architetti si trovano sempre più spesso nella condizione di dover progettare all’interno di vecchi edifici con budget ridotti e numerosi vincoli architettonici.

I grandi spazi e gli enormi budget sono riservati alle archistar e ai loro progetti faraonici, fortunatamente la maggioranza degli architetti progetta nel mondo reale cercando di coniugare le esigenze della comunità con il piacere estetico/funzionale.

Nel Padiglione olandese questo concetto viene sintetizzato con l’uso dei tendaggi, di tutti i tipi: trasparenti, opachi, lucidi, decorati appesi su dei binari a soffitto che permettono a dei motori di cambiare la loro posizione (12 volte al giorno).

In questo modo gli spazi che si creano diventano fragili e delicati, costantemente provvisori, mutevoli come il nostro umore.