Burning Man la città temporanea

back-rock-center-campIl Burning Man Festival è qualcosa di unico, è un festival di otto giorni che si svolge ogni anno dal 1991 a Black Rock City sulla distesa salata (sabkha) del Deserto Black Rock nello Stato del Nevada.

Chi odia l’evento lo definisce “un campeggio settimanale” chi lo ama lo definisce “città temporanea”

Per 8 giorni si radunano circa 80.000 persone in poco più di 5 km quadrati, una popolazione degna di una città.

È davvero molto interessante studiare l’urbanistica provvisoria di questa città temporanea che si erge per soli 8 giorni in un terreno desertico, piatto e privo di vincoli.

Quale forma avrà ?

Considerando che anno dopo anno ha acquisito un’esperienza provando diverse soluzioni organizzative degli spazi dopo quasi 15 anni la planimetria dell’evento sembra essersi stabilizzata in una forma efficace e funzionale.

Il Burning Man è l’evento in cui tutti hanno piena libertà creativa e di espressione, ma stranamente, la sua organizzazione degli spazi è strettamente regimentata e priva di libertà.

È un grande esperimento urbano.

brc-design-ideaQuesti disegni, riflettono la necessità di un percorso chiaro all’interno della città, così come il desiderio di promuovere la densità e (attraverso quella) interazioni nelle comunità, il tutto mantenendo servizi critici in posti chiave o intervalli appropriati.

La forma della città è cambiata in modo significativo nel corso del tempo, ma alcuni elementi, come la centralità di The Man (un enorme fantoccio a cui danno fuoco alla fine dell’evento) sono rimasti in gran parte la stessa.

Alto rispetto al suo ambiente e in linea con gli assi della città, serve per aiutare le persone orientarsi (soprattutto di notte), fornendo allo stesso tempo un luogo centrale attorno al quale ruota l’attività.

Ecco la pianta della città temporanea del 1997 anno in cui sono stati introdotti importanti cambiamenti che hanno reso questo evento unico e popolare.

Burning-Man-festival_maps

per non annoiarvi troppo salto le planimetrie successive per mostrarvi quella di quest’anno

brc-2015-468x564

Questa è il risultato di quasi 15 anni d’esperienza, la rigida geometria e organizzazione interna ha permesso ai partecipanti di esprimersi in maniera libera e creativa, non ultimo ha evitato i morti (il deserto non perdona) che agli inizi non mancavano mai.

Il signore degli Anelli – Il villaggio degli Hobbit

Il signore degli Anelli – Il villaggio degli Hobbit

Correva l’anno Domini 1999 e Peter Jackson scelse la fattoria degli Alexanders come luogo per costruire il villaggio degli Hobbit in Nuova Zelanda.

Servirono 9 mesi per realizzare la complessa scenografia e, fortunatamente, alla fine delle riprese non venne demolita, la famiglia Alexanders chiese il permesso al regista di poter aprire al pubblico il fiabesco villaggio.

Le riprese sono iniziate nel dicembre 1999 e proseguite per tre mesi. Al suo apice 400 persone hanno occupato quel set, tra cui il regista Peter Jackson, e gli attori Sir Ian McKellen (Gandalf), Elijah Wood (Frodo), Sir Ian Holm (Bilbo), Sean Astin (Sam), Billy Boyd (Pipino) e Dominic Monaghan (Merry)

Questo ha portato nella location migliaia di visitatori ogni anno dal 2004. Il set è stato successivamente ricostruito per la location di “The Hobbit”, iniziato a fine 2010.

 

Zaha Hadid and Reinhold Messner’s Museum

Zaha Hadid and Reinhold Messner’s Museum

Messner Mountain Museum Il cantiere di Zaha Hadid
Il cantiere del Messner Mountain Museum di Zaha Hadid

Il Südtirol è una terra strana cartelli stradali bilingue, persone che parlando cambiano lingua passando dal tedesco all’italiano con estrema facilità, vigne che si arrampicano su rocce appuntite e immigrati dalle scelte di vita a dir poco bizzarre (clicca qui per leggerle).

Grazie ad un generoso invito ho avuto la possibilità di raggiungere l’Alto Adige o Südtirol visitare la Fiera Klimahouse (Casa Clima di Bolzano), ma soprattutto andare a Plan de Corones 2.275 metri sul livello del mare in mezzo alla neve.

Forse non tutti sanno che sono allergico alla neve e al freddo e nonostante questo handicap sono salito verso la spaziale stazione sciistica Plan de Corones.

In cima, tra colorati sciatori, si trova un museo davvero interessante: il Messner Mountain Museum Corones realizzato da Zaha Hadid

 

A luglio il piccolo museo sarà pronto e visibile al pubblico, ma ad oggi siamo in pieno travaglio con un impegno notevole di risorse per il prossimo parto architettonico dell’archistar Zaha Hadid.

L’edificio di Zaha Hadid è molto simile a un complesso 3D Puzzle progettato al computer, una volta terminato di disegnarlo al computer viene tagliato in migliaia di pezzettini che vengono realizzati in particolari fabbriche e poi montati in cantiere a oltre 2000 metri d’altezza.

In fin dei conti molta dell’architettura contemporanea si può sintetizzare in 3 semplici passaggi:

  1. Disegno l’edificio al computer in 3 dimensioni
  2. Lo taglio a pezzetti
  3. Lo ricompongo in cantiere

In questo modo si ottengono degli splendidi edifici barocchi capaci di far arrossire anche un Comò Rococò di Luigi XV

Ecco qui le foto del cantiere

Ecco il risultato finale visibile da luglio

Sono nate prima le città o i Templi?

Sono nate prima le città o i Templi?

download 1024px-Göbekli_Tepe,_Urfa

C’è qualcosa di strano nel sito archeologico turco Göbekli Tepe.
Un antico santuario in pietra risalente a oltre 9.000 anni prima ci Cristo.
Questa scoperta ha fatto esclamare ad un importante studioso della Stanford University Cambia completamente le carte in tavola … uno dei punti salienti delle vecchie teorie è che sia nata prima la città e solo dopo i luoghi di culto. Ora, invece, sembra che la religione sia apparsa prima della vita civilizzata ed organizzata in centri urbani; anzi, che sia quasi stata il motore primario per la creazione di città

Questa scoperta ha ribaltato le carte in tavola: Prima sono stati costruiti i templi religiosi e poi le città.

Sarà così fino alla prossima rivoluzionaria scoperta.

Piscine e muschio

Piscine e muschio

Cosa hanno in comune le piscine e il muschio?

Apparentemente nulla, ma dopo aver visitato le Piscine Castiglione ho scoperto un mondo a me sconosciuto.
Dovete sapere che a Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova c’è un’azienda che costruisce piscine molto particolari, non solo vincono quasi tutti gli appalti per realizzare gli impianti olimpionici nel mondo dagli anni novanta, ma realizza anche sistemi innovativi come l’uso del muschio per purificare e migliorare la qualità dell’acqua.

Sappiamo che la legge obbliga l’utilizzo del Cloro nelle piscine, ma grazie alla tecnologia Pool Moss è possibile minimizzare l’uso perché questo è un sistema completamente naturale che purifica l’acqua nelle vasche.

A scoprire i vantaggi, nell’applicazione in acqua di piscina, fu il dottor David Knighton, chirurgo vascolare di fama mondiale e biologo cellulare. Durante i suoi viaggi in Minnesota, notò che i laghi, completamente coperti di alghe, diventavano limpidi e azzurri laddove i fondali abbondavano di piantagioni di Moss.

Ha quindi iniziato a studiare e selezionare le varie tipologie di muschi sparse in tutto il mondo e ha intrapreso una serie di esperimenti che hanno portato allo sviluppo di soluzioni innovative per la disinfezione dell’acqua.

Le normali procedure di purificazione dell’acqua abbinate a questa nuova tecnologia restituiscono una limpidezza dell’acqua paragonabile quasi a quella che sgorga da una fonte naturale in montagna.

 

I grandi disastri dell’architettura – parte seconda

I grandi disastri dell’architettura – parte seconda

FidenaeEsistono antichi disastri dell’architettura che ancor oggi riusciamo a vedere le tragiche conseguenze, se con la piramide di Snefru in Egitto ci fu un errore di calcolo con l’anfiteatro di Fidene ci fu proprio il dolo da parte del progettista.

Svetonio e Tacito narrano di un certo Atilio, figlio di due liberti, che volle portare lo sfarzo romano in città e creare un edificio dove rappresentare lo spettacolo dei gladiatori.

Atilio era un uomo ambizioso e si era gettato in quell’impresa “non per dovizia di mezzi” e neppure per “ambizione municipale”, ma solamente per ottenere un “sordido guadagno”. Costruì un anfiteatro ligneo capace di contenere migliaia di persone le quali, all’inaugurazione, si riversarono occupando ogni posto libero.

L’anfiteatro stracolmo di persone iniziò a vacillare sotto il loro peso.
Il teatro si spostò verso l’interno e poi verso l’esterno, finché crollò all’interno.
Il 27 d.C. fu segnato da questa catastrofe civile dove furono coinvolte circa 50.000 persone tra morti e feriti.

(Tac., Ann., IV, 62-63;cfr. Suet., Tib., 40, e Oros., Hist., VII, 4, 11)

Atilio non avevo realizzato delle fondamenta abbastanza solide per sostenere le persone e non aveva legato correttamente le strutture lignee tra di loro, innescando così il drammatico crollo.

Non ci è dato sapere se Atilio riuscì a scappare dalla giustizia romana rifugiandosi in Libano o in Hammamet come un moderno politico dei nostri giorni.

I grandi disastri dell’architettura

I grandi disastri dell’architettura

La grande piramide di Snefru in Egitto è uno dei più antichi simboli di una catastrofe architettonica.
Ci piace affermare che “una volta era meglio” o “una volta erano più bravi”, niente di più falso, esistono sparsi nel mondo reperti antichi che mostrano errori di progettazione, errori nella realizzazione e, cosa divertente, come questi sono stati corretti durante la realizzazione con uno strumento oggi molto in voga: “Variante in corso d’opera“.

Nulla di nuovo sotto il sole, oggi come ieri si sbagliava e si procedeva per tentativi.

Attorno al 2600 a.c. si è iniziata la costruzione della bellissima piramide Bent, ma a circa metà altezza l’inclinazione dei piani inclinati cambia da un’inclinazione di 54 gradi si passa ad un’altra di 43 gradi.
Gli archeologi ritengono che durante la costruzione i progettisti si siano accorti che continuare con quella pendenza la piramide avrebbe raggiunto un’altezza di 140 metri e sarebbe sicuramente collassata a causa del forte peso, così decisero di modificare la pendenza a circa 49 metri d’altezza.

Ed ecco che nasce la prima variante in corso d’opera 🙂

Frank Lloyd Wright , l’inventore del più grande umidificatore del mondo

Frank Lloyd Wright , l’inventore del più grande umidificatore del mondo

fallingwaterFrank Lloyd Wright è l’architetto che ha costruito la casa più popolare nel mondo  del XX secolo: la Fallingwater (Casa sulla Cascata).

Questa casa è stata edificata nel 1934 per volere del ricchissimo  Edgar Kauffman Sr, il quale desiderava una casa per le vacanze, ma non sapeva quale architetto contattare per realizzarla. Fortunatamente il figlio (Edgar Kauffman Jr) ha insistito perché fosse Wright a progettare il loro sogno campagnolo.

Il famoso architetto si mette (quasi) subito al lavoro, esegue degli schizzi e delle planimetrie delegando al suo studio l’incombenza dei dettagli architettonici, dei calcoli strutturali e di tutta quella parte noiosa che le archistar odiano fare.

Appena terminata la realizzazione della prima terrazza si flette per oltre 4,5 cm indicando un grave problema di calcolo strutturale. Realizzata anche la seconda terrazza (che fa da tetto alla camera matrimoniale) si formano due incredibili crepe.
Lo stucco era finito e Kauffman si accorge dei problemi, decise di pagare un geometra perché monitorasse le flessioni delle terrazze. Immagino la gioia di Wright nel vedere in cantiere questa persona che controllava lo stato dei lavori.

Al seguito di quelle deformazioni venne contattato l’ingegnere strutturale che rifece tutti i calcoli ed esclamò “Oh my God, I forgot the negative reinforcing!” (Feldman, 2005) che tradotto in italiano “Oh mio Dio, ho dimenticato il rinforzo negativo!

E fu così che da quel giorno iniziarono dei lenti e inesorabili lavori di ristrutturazione.

[continua…]