Effetto lavagna su parete del bagno

Divertiti con il bagno

Il bagno è tra le stanze più piccole della casa e, sicuramente, la più colorata e quella dove si può osare di più.

L’arredo, la scelta delle piastrelle, i colori, le resine e la scelta dei sanitari rendono questo spazio profondamente creativo, rilassante e piacevole.
Il tempo che passiamo in bagno deve essere piacevole, ma anche divertente.

Negli Stati Uniti e ormai anche in Europa si sta diffondendo un uso particolare della decorazione trasformando la stanza in un parco giochi.
Utilizzando la pittura che crea l’effetto lavagna si possono creare pareti adatta ad ospitare disegni decorativi che imitano Boiserie o altri effetti grafici realizzati con gessetti colorati.

La cosa che più mi ha colpito è la possibilità di occupare il tempo sprecato sopra la tazza del WC disegnando sulla parete in attesa del lieto evento.

Frank Lloyd Wright , l’inventore del più grande umidificatore del mondo

Frank Lloyd Wright , l’inventore del più grande umidificatore del mondo

fallingwaterFrank Lloyd Wright è l’architetto che ha costruito la casa più popolare nel mondo  del XX secolo: la Fallingwater (Casa sulla Cascata).

Questa casa è stata edificata nel 1934 per volere del ricchissimo  Edgar Kauffman Sr, il quale desiderava una casa per le vacanze, ma non sapeva quale architetto contattare per realizzarla. Fortunatamente il figlio (Edgar Kauffman Jr) ha insistito perché fosse Wright a progettare il loro sogno campagnolo.

Il famoso architetto si mette (quasi) subito al lavoro, esegue degli schizzi e delle planimetrie delegando al suo studio l’incombenza dei dettagli architettonici, dei calcoli strutturali e di tutta quella parte noiosa che le archistar odiano fare.

Appena terminata la realizzazione della prima terrazza si flette per oltre 4,5 cm indicando un grave problema di calcolo strutturale. Realizzata anche la seconda terrazza (che fa da tetto alla camera matrimoniale) si formano due incredibili crepe.
Lo stucco era finito e Kauffman si accorge dei problemi, decise di pagare un geometra perché monitorasse le flessioni delle terrazze. Immagino la gioia di Wright nel vedere in cantiere questa persona che controllava lo stato dei lavori.

Al seguito di quelle deformazioni venne contattato l’ingegnere strutturale che rifece tutti i calcoli ed esclamò “Oh my God, I forgot the negative reinforcing!” (Feldman, 2005) che tradotto in italiano “Oh mio Dio, ho dimenticato il rinforzo negativo!

E fu così che da quel giorno iniziarono dei lenti e inesorabili lavori di ristrutturazione.

[continua…]

Chiesa di Santa Maria presso San Satiro a Milano

Chiesa di Santa Maria presso San Satiro a Milano

A Milano c’è una piccola chiesa nella Parrocchia di Santa Maria in via Torino nascosta e incastonata come un diamante tra i palazzi, passa inosservata ai turisti e ai milanesi, ma dentro nasconde un grande segreto: l’ossessione per la simmetria

Alla fine del 1400 un giovane artista, poco più che ventenne, chiamato Donato Bramante, arrivò a Milano per ampliare una piccola chiesa. Il luogo di edificazione presentava due vincoli principali: uno spazio ristretto e una strada che limitava la profondità dell’abside.

La simmetria era impossibile da ottenere, perché, a causa della via di passaggio, l’abside non aveva sufficiente spazio per bilanciare la navata principale.

In architettura i limiti (planimetrici, economici, funzionali, strutturali ecc ecc) sono stimoli perché spingono a cercare soluzioni diverse e inducono il progettista a immaginare vie alternative per raggiungere il suo obiettivo. In questo particolare caso il giovane Bramante, ossessionato dalla irrinunciabile simmetria per la sua chiesa, passava notti insonni alla ricerca di una soluzione.

Come realizzare un edificio simmetrico quando lo spazio non lo permette?

In suo aiuto venne la più grande scoperta del rinascimento, nota solo alle menti più acute e innovative di quel tempo: la prospettiva. Concetto scontato oggi dopo secoli di utilizzo, ma nel rinascimento era una novità (un po’ come la teoria della relatività generale di Albert Einstein è una novità quasi incomprensibile per noi)

Oh, che dolce cosa è questa prospettiva! Diceva Paolo Uccello a metà del 1400

Bramante, pervaso da questa dolcezza, trova finalmente la soluzione al suo problema, progetta un’abside profonda meno di 1 metro e grazie all’illusione prospettica sembra essere profonda decine di metri, creando il primo esempio di illusione architettonica “trompe l’oeil” e spalancando una nuova porta nel mondo dell’architettura.

Nella Chiesa di Santa Maria presso San Satiro oggi notiamo come un’ossessione può diventare un elemento propositivo capace di motivare le menti più reattive spingendole alla ricerca di soluzioni innovative spalancando le porte dell’architettura verso nuovi sentieri di spazi tridimensionali.

Pieke Bergmans

Pieke Bergmans e le lampade platoniche

Il suo modus operandi preferito è quello di alterare i processi di produzione esistenti per creare nuove forme.
Pieke non progetta e non pianifica i suoi pezzi di design.
Studia il metodo con cui vengono prodotti e poi inserisce quel “granello di polvere” che altera il processo produttivo.

Se camminiamo in linea retta ed ad un certo momento decidiamo una piccolissima deviazione di un grado, nel tempo quel piccolo evento iniziale quasi insignificante per la sua entità, ci porterà in un luogo distante chilometri dall’iniziale traguardo.

Questo è il metodo utilizzato da Pieke, inserisce una piccola variabile nel processo di realizzazione del manufatto per ottenere un risultato finale del tutto inatteso, fresco e spontaneo. Una mirabile combinazione tra forma e messaggio racchiusa in un gesto galante.

Come scegliere una cucina?

Come scegliere una cucina?

[quote]Come si sceglie una cucina?[/quote]

[quote]Come facciamo a capire la qualità dei componenti ?[/quote]

[quote]Come possiamo sapere se quello proposto è il prezzo giusto per il nostro living-cooking?[/quote]

Show-roomQueste e molte altre ancora, sono le domande che ci poniamo quando dobbiamo scegliere la cucina per la nostra casa.
Non sempre il costo maggiore corrisponde ad un prodotto migliore, ormai lo sanno anche i bambini che è molto più importante il rapporto tra qualità e prezzo.

Grazie all’invito del Gruppo Euromobil e alla gentilezza dell’architetto designer Roberto Gobbo sono entrato nel sancta sanctorum della produzione del Total Home Design, qui si trovano prodotti di altissima fattura dal design minimale e ricercato, difficilmente riuscirete a trovare soluzioni per la casa di qualità superiore.

Euromobil Cucine ha aperto le porte per illustrare la sua produzione e il nuovo concetto di Living Cooking sempre più diffuso all’interno delle nuove case; ne ho approfittato per porre mille domande: dalle più classiche a quelle più stravaganti.

A breve analizzeremo insieme al Gruppo Euromobil i dettagli che distinguono i buoni prodotti dalle cucine più scadenti. Quando farete un acquisto sarete più consapevoli ed eviterete spiacevoli sorprese nel futuro, perché la qualità di una cucina si apprezza solo utilizzandola per molti anni.

Paolo Lucidi (1974) e Luca Pevere (1977)

Interior design

La progettazione degli spazi per la vendita sono tra i lavori più complicati per gli interior designers.

Un negozio è un delicato meccanismo tarato per facilitare l’acquisto della merce, ma non basta.

L’acquirente non solo deve comprare, ma deve anche avere un’esperienza piacevole, deve uscire dal negozio con un sorriso, altrimenti la sua sarà stata un’esperienza negativa che influirà anche l’uso dell’oggetto comprato.

Il vantaggio di progettare interni per attività commerciali è che si deve assolvere a pochissime funzioni (la vendita in primis) quindi il progettista ha ampia libertà di composizione, ma bisogna stare attenti a non eccedere.

In questo caso Fabio Novembre ha ristrutturato un negozio a Roma in via Condotti, 27.
L’effetto meraviglia tende quasi a soffocare il prodotto esposto, chi entra in quello spazio viene quasi distratto dalle soluzioni compositive e, frastornato, procede nell’acquisto della merce.

Un eccesso che a me sembra l’interno di un apparato digestivo che fagocita clienti per prelevarne i soldi e poi rivomitarli, ma forse mi sbaglio.

La casa al costo di un’auto

La prefabbricazione nell’architettura permette di ridurre i costi di una costruzione, ma impedisce le personalizzazioni.

Tra le ultime soluzioni presentate c’è quella dello studio di progettazione MIMA (composto da due architetti e un ingegnere)
Facendo riferimento alla cultura giapponese hanno realizzato un sistema modulare per realizzare delle abitazioni confortevoli, la dimensione esterna è un quadrato di 6.00 x 6.00 mq, mentre l’interno è completamente personalizzabile.
L’idea di base è quella di realizzare un’abitazione al costo di un’auto di cilindrata media.
I dubbi sono molti, primo fra tutti non viene spiegato come l’edificio si attacca a terra, è semplicemente appoggiato? Su cosa?
Il bagno e la cucina come possono essere realizzati con questo sistema di pareti mobili agganciate alle corsie sul soffitto e sul pavimento?
Dove sono prese di corrente?

Dalle scarse spiegazioni che gli architetti forniscono sembrerebbe solo un bella scatola di design molto più simile ad una vetrina che ad una abitazione.

Il lato oscuro della superfetazione

Il lato oscuro della superfetazione

Superfetazione, come abbiamo visto qui, significa aggiungere il nuovo al vecchio.

I risultati, nel campo dell’architettura, possono essere notevoli e spesso sorprendenti, ma, se non si possiede la giusta sensibilità progettuale, si possono creare dei mostri.
Architetti illustri si sono cimentati in questa pericolosa pratica scivolando spesso in oscenità edili.

Mario Ridolfi, intervento a Roma

Ridolfi è un illustre Razionalista del periodo fascista e neorealista nel dopoguerra, ma penso non vi siano dubbi sulla qualità di questo intervento, non tutte le ciambelle riescono con il buco.

Foto di Roi (www.roiability.com)

Confesso che non conosco molto bene questo intervento, pare provisorio, nel centro di Milano accanto a Duomo, in casi come questi basta chiamarlo installazione temporanea per placare le giuste ire della gente costretta a guardare.

L’intervento milanese ricorda molto quello più prestigioso di Coop Himmelb(l)au a Vienna, che mi sento di definire bello e ben riuscito.

Coop Himmelb(l)au Vienna

Non dimentichiamo che nella storia dell’architettura la superfetazione era cosa “buona e giusta” permetteva di risparmiare materiali da costruzione, ottimizzava gli spazi, e rinnovava l’ambiente urbano della città, tutto questo senza aver la minima consapevolezza.

Teatro Marcello Roma
Per questo post ringrazio tutti i coloro che hanno
partecipato alla discussione qui
Se volete aggiungere altri casi di superfetazioni
fatelo nei commenti

 

Superfetazione

Superfetazione

Parola del giorno: superfetazione.

È un termine generalmente negativo, semplificando significa aggiungere del nuovo sul vecchio esistente.

Produce un’architettura estremamente affascinante, labirintica, complessa, barocca, rindondante e pure sprecona.
La superfetazione in architettura è qualcosa di irrazionale, ma al tempo stesso estremamente funzionale, perché si costruisce solo per far assolvere nuove funzioni ai vecchi edifici non più in grado di assolverle efficacemente.

Ci vuole rispetto per il vecchio senza considerarlo un bene intoccabile. Si deve aver la possibilità di costruire accanto, sopra, dentro, senza distruggerlo, il nuovo deve essere distinto dal vecchio, sia come uso dei materiali che come stile architettonico.

La superfetazione è l’opposto della ricostruzione, lascia intatta la memoria nelle nostre città.