I grandi disastri dell’architettura – parte seconda

FidenaeEsistono antichi disastri dell’architettura che ancor oggi riusciamo a vedere le tragiche conseguenze, se con la piramide di Snefru in Egitto ci fu un errore di calcolo con l’anfiteatro di Fidene ci fu proprio il dolo da parte del progettista.

Svetonio e Tacito narrano di un certo Atilio, figlio di due liberti, che volle portare lo sfarzo romano in città e creare un edificio dove rappresentare lo spettacolo dei gladiatori.

Atilio era un uomo ambizioso e si era gettato in quell’impresa “non per dovizia di mezzi” e neppure per “ambizione municipale”, ma solamente per ottenere un “sordido guadagno”. Costruì un anfiteatro ligneo capace di contenere migliaia di persone le quali, all’inaugurazione, si riversarono occupando ogni posto libero.

L’anfiteatro stracolmo di persone iniziò a vacillare sotto il loro peso.
Il teatro si spostò verso l’interno e poi verso l’esterno, finché crollò all’interno.
Il 27 d.C. fu segnato da questa catastrofe civile dove furono coinvolte circa 50.000 persone tra morti e feriti.

(Tac., Ann., IV, 62-63;cfr. Suet., Tib., 40, e Oros., Hist., VII, 4, 11)

Atilio non avevo realizzato delle fondamenta abbastanza solide per sostenere le persone e non aveva legato correttamente le strutture lignee tra di loro, innescando così il drammatico crollo.

Non ci è dato sapere se Atilio riuscì a scappare dalla giustizia romana rifugiandosi in Libano o in Hammamet come un moderno politico dei nostri giorni.

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