Il primo Padova Design Week

La Padova Design Week è un evento ideato da Italian Studio Design un gruppo di persone che ha una idea fissa: far conoscere il design italiano prima di tutto al vasto pubblico.

“Un germoglio, un evento che nasce all’interno di una serra-culla”

Molti di noi architetti, designer, imprenditori e professionisti, dopo un pellegrinaggio ai Saloni e Fuori Saloni di Milano durato vari anni, abbiamo deciso di pensare ad eventi da organizzare in Veneto per promuovere le tantissime micro, piccole e medie aziende che producono design di qualità ma che non riescono a farsi conoscere.

Padova Design week vuole iniziare a “parlare di design” attraverso un primo appuntamento che si terrà tra il 05.12 e il 08.12 2012 all’interno della Serra Portello a Padova in via Loredan 20C.

Abbiamo l’ambizione di creare una design-community che si occupi dell’anima dei prodotti che vengono pensati, sviluppati e realizzati dalle aziende del nostro tessuto territoriale.

La Padova Design Week è ancora un germoglio e lo spazio che la ospita è stato scelto di conseguenza. Come ogni pianta che nasce, anche il nostro evento ha davanti a sè un futuro entusiasmante, ricco di promesse e di aspettative per il futuro.

Abbiamo intervistato l’architetto Graziella Giacon dello studio ARCHITETTO&DESIGNER per capire meglio l’evento padovano.

DD: Per cominciare, le chiedo di raccontarci brevemente il suo percorso professionale e com’è iniziato tutto.

AG: Ad un certo punto nel mio andirivieni tra Padova e Milano ma soprattutto nelle “processioni” che noi designer facciamo ogni anno al Fuori Saloni di Milano mi sono chiesta perché mai non riusciamo anche noi veneti a far parlare di noi e delle nostre aziende che con professionalità, creatività e innovazione ogni giorno producono oggetti di altissima qualità. Perché mai solo a Milano si riesce a promuovere il design Made in Italy?

“Progettare il design è un bisogno oltre che passione”

DD: Architetto, tutti noi siamo circondati da oggetti, non solo nelle nostre case, ma non tutti sono consapevoli del loro design. Lei lei si ricorda quando e perché è nata la sua passione per il design?

AG: Io sono una progettista nel senso che progetto edifici, ma credo che in ogni architetto ci sia una infinita curiosità verso gli oggetti che usiamo ogni giorno. Tutti sanno che i grandi architetti hanno da sempre progettato anche oggetti di uso comune domestico e non.

Parlerei più di bisogno che di passione.

La maggior parte delle persone compra un sacco di cose inutili e provenienti dall’estero, le usa per poco tempo e poi le getta o perché si rompono o perché non piacciono più.

Oggi c’è un bisogno estremo di comperare oggetti con più accortezza, di comprarne meno e soprattutto di comprare cose che ci facciano star bene, che guardandole e usandole si possa ricordare o immaginare quante persone appartenenti al nostro territorio hanno immaginato quell’oggetto, l’hanno progettato e l’hanno prodotto. In genere chi conosce e acquista prodotti di design sono intellettuali professionisti o persone che hanno la possibilità economica. Se ci fossero più aziende a realizzare oggetti di design ci sarebbero sicuramente più designer coinvolti e, di conseguenza, più conoscenza.

DD: Ha mai avuto dubbi sulla sua scelta di dedicarsi al design e non ad un altro ramo dell’architettura?

AG: Credo che per un architetto progettare un edificio o progettare una poltrona non siano cose molto diverse tra loro. Credo che in Italia sia molto difficile essere un architetto, ma credo che in questa nostra regione si possa fare molto per far conoscere i designer e i prodotti di design. Penso che le persone italiane abbiano nel loro DNA il dono di saper realizzare cose e del poter apprezzare le cose di valore e il Made in Italy lo testimonia.

“Il design parla sempre una lingua molto distante da chi compra Nike o Lacoste”

DD: Che cosa si propone la Padova Design Week?

AG: Con Padova Design Week vogliamo promuovere l’immagine delle micro/piccole/medie aziende che producono oggetti di design. Quello che viene progettato e prodotto in queste aziende è espressione del lavoro dell’uomo e dei suoi bisogni, ma soprattutto è valore durevole nel tempo e tende a disprezzare i pessimi prodotti importati, per la bassa qualità dei loro materiali, per le forme e per il miscuglio confuso dei loro stili.

Il design parla, da sempre, una lingua molto distante dal consumatore comune, da colui che compra Nike e Lacoste per intenderci; con PDW vogliamo che le persone possano avvicinarsi alla conoscenza di questi prodotti e che si pongano l’obiettivo di acquistare che ne so… lo spremiagrumi by Philippe Starck per Alessi o la poltrona LC2 di Le Corbusier o la Vanity della Frau e portarseli a casa.

“Il design all’interno degli storici edifici popolari dell’ATER”

DD: Perché realizzarla a Padova?

AG: Perché Padova si trova al centro di una grande area unica nel suo genere in Europa. Un’area in cui ogni azienda fornisce e/o crea particolari tipi di indotto manifatturiero.

Perché è una città d’arte, ricca di monumenti e di importanti affreschi.

Perché permette di fare una passeggiata nel verde del Parco Naturale dei Colli Euganei, per una degustazione di vini nelle sue cantine o un assaggio della secolare tradizione gastronomica padovana fra orto, cortile e vigna. Tutti i prodotti naturali in un territorio che è espressione di civiltà e di cultura.

Anche un’escursione in battello nei canali della città o una minicrociera alla scoperta delle famose Ville Venete della Riviera del Brenta, tra arte, storia e natura diventa un’esperienza interessante.

Perché si può trascorrere una giornata all’insegna dello shopping, tra botteghe tipiche e negozi di grandi firme.

Perché c’è l’antica Università, l’Orto Botanico, la Specola.

Perché ci sono quattro Golf Club a pochi chilometri da Padova, nel verde dei colli Euganei e in un’oasi naturalistica fra antichi borghi, ville, giardini e monasteri

Padova è una città in cui in ogni epoca gli artisti hanno potuto esprimere il loro talento. Nel periodo romano, nel medioevo con Giotto, Mantegna e Guariento ma anche Giusto de’ Menabuoi e nei secoli successivi. A Padova è nato Andrea Palladio e molti altri architetti che hanno progettato edifici splendidi fino ai giorni nostri.

DD: E perché realizzarla?

AG: Vogliamo ricondurre la disciplina del design dal glamour delle archistar che progettano per le grandi aziende multinazionali al lavoro prezioso di ricerca che si fa nei laboratori/atelier delle nostre piccole e medie aziende.

DD: Perché avete scelto la Serra Portello come location principale?

AG: Perché l’attuale Quartiere del Portello si estende in un’area del centro storico di Padova vicino al Canale Piovego e vicino alla Fiera di Padova.

La location scelta è un esempio di case di residenza pubblica costruite con i finanziamenti Legge Luzzati negli anni dal 1905 al 1915, pensiamo che realizzare un evento che promuove il design italiano all’interno di un gruppo di case popolari sia un buon inizio per presentare il design a chi non lo conosce.

DD: Come nasce questa sua idea?

AG: Il design fa vivere meglio, è una cura per l’anima e le nostre armi per diffondere questo pensiero sono le nostre radici e i lavoro della mente. È proprio questo concetto che ci ha spinto a iniziare questa “avventura”.

Vogliamo rappresentare il faticoso e creativo lavoro svolto ogni giorno dalle aziende del nostro territorio; aziende poco conosciute dai nostri media ma che al loro interno hanno dei veri e propri staff creativi che fanno innovazione.

Direi che vorremmo ispirarci ad Arts and Craft, il movimento delle arti e dei mestieri nato in Gran Bretagna intorno al 1851. Una sorta di reazione alla distribuzione a pioggia di prodotti realizzati da multinazionali che li sfornano a ritmo selvaggio e che delocalizzano in ogni dove.

DD: I tre principali motivi che la portano a dire che non si tratta della solita fiera.

AG: Mettere in contatto diretto designer, imprese e artigiani e sostenere attivamente la partecipazione di designer del territorio.

Presentare progetti ed eventi che consentono di estendere il vocabolario del design al vasto pubblico.

L’obbiettivo di PDW è di far conoscere un patrimonio notevole prodotto da aziende che investono nel lavoro di pensatori innovativi.

L’ Anteprima della PDW si terrà dal 5 all’8 dicembre 2012

La PDW 2013, dal 7 al 13 ottobre 2013

3 thoughts on “Il primo Padova Design Week

  • 20/11/2012 at 13:59
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    non ho capito… è per addetti ai lavori o anche aperto a NON addetti ai lavori? perché io all’anteprima ci voglio venire di sicuro.

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      • 20/11/2012 at 14:08
        Permalink

        Ale e io di sicuro veniamo il sabato! bella iniziativa. son proprio contenta.

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