Il signore degli Anelli – Il villaggio degli Hobbit

Il signore degli Anelli – Il villaggio degli Hobbit

Correva l’anno Domini 1999 e Peter Jackson scelse la fattoria degli Alexanders come luogo per costruire il villaggio degli Hobbit in Nuova Zelanda.

Servirono 9 mesi per realizzare la complessa scenografia e, fortunatamente, alla fine delle riprese non venne demolita, la famiglia Alexanders chiese il permesso al regista di poter aprire al pubblico il fiabesco villaggio.

Le riprese sono iniziate nel dicembre 1999 e proseguite per tre mesi. Al suo apice 400 persone hanno occupato quel set, tra cui il regista Peter Jackson, e gli attori Sir Ian McKellen (Gandalf), Elijah Wood (Frodo), Sir Ian Holm (Bilbo), Sean Astin (Sam), Billy Boyd (Pipino) e Dominic Monaghan (Merry)

Questo ha portato nella location migliaia di visitatori ogni anno dal 2004. Il set è stato successivamente ricostruito per la location di “The Hobbit”, iniziato a fine 2010.

 

Idee per il Balcone e Terrazzo

Idee per il Balcone e Terrazzo

È in arrivo la primavera ed è tempo di risvegliare i nostri Balconi e Terrazzi dal torpore invernale.

Iniziamo con una novità tedesca, il BalKonzept di Michael Hilgers, si adatta a tutte le ringhiere con un diamtro del corrimano inferiore ai 6 cm, realizzato in plastica riciclata in diversi colori.

Tavolo per notebook, piano di supporto per snack, spezie, fiori da giardino e piante varie, letto sospeso per gatti e mille altre funzioni

Se volete scoprire come migliorare il vostro terrazzo potete leggere qui altri articoli più o meno meritevoli 🙂

 

Zaha Hadid and Reinhold Messner’s Museum

Zaha Hadid and Reinhold Messner’s Museum

Messner Mountain Museum Il cantiere di Zaha Hadid
Il cantiere del Messner Mountain Museum di Zaha Hadid

Il Südtirol è una terra strana cartelli stradali bilingue, persone che parlando cambiano lingua passando dal tedesco all’italiano con estrema facilità, vigne che si arrampicano su rocce appuntite e immigrati dalle scelte di vita a dir poco bizzarre (clicca qui per leggerle).

Grazie ad un generoso invito ho avuto la possibilità di raggiungere l’Alto Adige o Südtirol visitare la Fiera Klimahouse (Casa Clima di Bolzano), ma soprattutto andare a Plan de Corones 2.275 metri sul livello del mare in mezzo alla neve.

Forse non tutti sanno che sono allergico alla neve e al freddo e nonostante questo handicap sono salito verso la spaziale stazione sciistica Plan de Corones.

In cima, tra colorati sciatori, si trova un museo davvero interessante: il Messner Mountain Museum Corones realizzato da Zaha Hadid

 

A luglio il piccolo museo sarà pronto e visibile al pubblico, ma ad oggi siamo in pieno travaglio con un impegno notevole di risorse per il prossimo parto architettonico dell’archistar Zaha Hadid.

L’edificio di Zaha Hadid è molto simile a un complesso 3D Puzzle progettato al computer, una volta terminato di disegnarlo al computer viene tagliato in migliaia di pezzettini che vengono realizzati in particolari fabbriche e poi montati in cantiere a oltre 2000 metri d’altezza.

In fin dei conti molta dell’architettura contemporanea si può sintetizzare in 3 semplici passaggi:

  1. Disegno l’edificio al computer in 3 dimensioni
  2. Lo taglio a pezzetti
  3. Lo ricompongo in cantiere

In questo modo si ottengono degli splendidi edifici barocchi capaci di far arrossire anche un Comò Rococò di Luigi XV

Ecco qui le foto del cantiere

Ecco il risultato finale visibile da luglio

Vasi per piante

I vasi per piante all’interno del nostro appartamento sono comuni quanto le posate, probabilmente sono l’unico a non possederne nemmeno uno.

Infinite varianti di forme e di materiali creano un universo infinito di piccoli e medi contenitori per piantine, ma questi sono davvero originali.

Ricordano gli elefanti di Dalì presenti in alcuni dei suoi quadri, ma sono delle bellissime creazioni del Designer olandese Tim van de Weerd. Quasi quasi me ne compro uno 🙂

Battiscopa a filo parete

Negli interni sono i dettagli a fare la differenza, uno dei più trascurati è il battiscopa.

Il battiscopa serve per coprire la piccola discontinuità presente tra il pavimento e la parete, è una piccola fessura presente soprattutto nei pavimenti in legno, può essere realizzato con diversi materiali: in ceramica, in legno, in metallo ecc ecc.
Snobbato e cancellato dalle foto di case dove il design degli interni è minimalista e post-moderno, odiato ed evitato dagli architetti e interior designer, il battiscopa è quell’elemento trascurato e ignorato dagli stessi committenti e solitamente viene applicato alla fine dei lavori.
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Natale – qualcosa di frivolo

Natale – qualcosa di frivolo

Natale è alle porte, bisogna allestire l’alberello!

Piuttosto che addobbare l’alberello preferirei farmi assumere al catasto e devolvere tutto lo stipendio in beneficenza!

Tutto quel tripudio di palle colorate mi fanno pensare alle mie e a quanto sono stressate in questo periodo dell’anno.

Così ho iniziato una ricerca per trovare degli addobbi alternativi magari realizzati a mano. Finalmente posso abbandonare quelli comprati tempo fa in un negozio cinese.

Ecco il risultato della mia ricerca.

 

Frank Gehry e il Dito Medio

Frank Gehry e il Dito Medio

Frank Gehry è un architetto canadese molto conosciuto, la prima volta che ho visto una sua architettura è stato in televisione nello spot della Omnitel dove Megan Gale scivolava con dei pattini sulle dolci curve del Museo Guggenheim a Bilbao

Quell’edificio è stato realizzato da Frank Gehry, da quel momento in poi è diventato un’archistar capace di costruire solo scatole di metallo con bellissime forme e prive di funzionalità abitative.
In poche parole è diventato un bravissimo designer e questo è quasi un insulto per ogni architetto che costruisce case.

Quando un giornalista spagnolo gli ha chiesto di rispondere alla critica che lo accusa di fare “architettura-spettacolo” la pacata risposta del nostro SuperArchitetto è stata questa che vedete in foto.

Frank Gehry alza il dito medio

Dopo questa sua pacata e silenziosa reazione qualcuno nel web si è scatenato ritoccando le foto di molti architetti famosi della storia recente.

Questo è l’esilarante risultato.

Una bellissima e fintissima campagna del “dito Medio” a supporto del nostro Frank Gehry

Sono nate prima le città o i Templi?

Sono nate prima le città o i Templi?

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C’è qualcosa di strano nel sito archeologico turco Göbekli Tepe.
Un antico santuario in pietra risalente a oltre 9.000 anni prima ci Cristo.
Questa scoperta ha fatto esclamare ad un importante studioso della Stanford University Cambia completamente le carte in tavola … uno dei punti salienti delle vecchie teorie è che sia nata prima la città e solo dopo i luoghi di culto. Ora, invece, sembra che la religione sia apparsa prima della vita civilizzata ed organizzata in centri urbani; anzi, che sia quasi stata il motore primario per la creazione di città

Questa scoperta ha ribaltato le carte in tavola: Prima sono stati costruiti i templi religiosi e poi le città.

Sarà così fino alla prossima rivoluzionaria scoperta.

Divertiti con il bagno

Divertiti con il bagno

Il bagno è tra le stanze più piccole della casa e, sicuramente, la più colorata e quella dove si può osare di più.

L’arredo, la scelta delle piastrelle, i colori, le resine e la scelta dei sanitari rendono questo spazio profondamente creativo, rilassante e piacevole.
Il tempo che passiamo in bagno deve essere piacevole, ma anche divertente.

Negli Stati Uniti e ormai anche in Europa si sta diffondendo un uso particolare della decorazione trasformando la stanza in un parco giochi.
Utilizzando la pittura che crea l’effetto lavagna si possono creare pareti adatta ad ospitare disegni decorativi che imitano Boiserie o altri effetti grafici realizzati con gessetti colorati.

La cosa che più mi ha colpito è la possibilità di occupare il tempo sprecato sopra la tazza del WC disegnando sulla parete in attesa del lieto evento.

 

Graffittari

Graffittari

I graffiti che popolano i nostri spazi metropolitani, anche i più complessi, raramente sono degni d’attenzione.

Sono un’esplosione di colori e forme che poco comunicano a chi ci passa accanto.
Ecco perché quando ho visto Pejac all’opera mi sono meravigliato.


Pejac è bravo, ma soprattutto comunica qualcosa di più rispetto alle solite firme illeggibili dei Writers nostrani.