Piscine e muschio

Piscine e muschio

Cosa hanno in comune le piscine e il muschio?

Apparentemente nulla, ma dopo aver visitato le Piscine Castiglione ho scoperto un mondo a me sconosciuto.
Dovete sapere che a Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova c’è un’azienda che costruisce piscine molto particolari, non solo vincono quasi tutti gli appalti per realizzare gli impianti olimpionici nel mondo dagli anni novanta, ma realizza anche sistemi innovativi come l’uso del muschio per purificare e migliorare la qualità dell’acqua.

Sappiamo che la legge obbliga l’utilizzo del Cloro nelle piscine, ma grazie alla tecnologia Pool Moss è possibile minimizzare l’uso perché questo è un sistema completamente naturale che purifica l’acqua nelle vasche.

A scoprire i vantaggi, nell’applicazione in acqua di piscina, fu il dottor David Knighton, chirurgo vascolare di fama mondiale e biologo cellulare. Durante i suoi viaggi in Minnesota, notò che i laghi, completamente coperti di alghe, diventavano limpidi e azzurri laddove i fondali abbondavano di piantagioni di Moss.

Ha quindi iniziato a studiare e selezionare le varie tipologie di muschi sparse in tutto il mondo e ha intrapreso una serie di esperimenti che hanno portato allo sviluppo di soluzioni innovative per la disinfezione dell’acqua.

Le normali procedure di purificazione dell’acqua abbinate a questa nuova tecnologia restituiscono una limpidezza dell’acqua paragonabile quasi a quella che sgorga da una fonte naturale in montagna.

 

I grandi disastri dell’architettura – parte seconda

I grandi disastri dell’architettura – parte seconda

FidenaeEsistono antichi disastri dell’architettura che ancor oggi riusciamo a vedere le tragiche conseguenze, se con la piramide di Snefru in Egitto ci fu un errore di calcolo con l’anfiteatro di Fidene ci fu proprio il dolo da parte del progettista.

Svetonio e Tacito narrano di un certo Atilio, figlio di due liberti, che volle portare lo sfarzo romano in città e creare un edificio dove rappresentare lo spettacolo dei gladiatori.

Atilio era un uomo ambizioso e si era gettato in quell’impresa “non per dovizia di mezzi” e neppure per “ambizione municipale”, ma solamente per ottenere un “sordido guadagno”. Costruì un anfiteatro ligneo capace di contenere migliaia di persone le quali, all’inaugurazione, si riversarono occupando ogni posto libero.

L’anfiteatro stracolmo di persone iniziò a vacillare sotto il loro peso.
Il teatro si spostò verso l’interno e poi verso l’esterno, finché crollò all’interno.
Il 27 d.C. fu segnato da questa catastrofe civile dove furono coinvolte circa 50.000 persone tra morti e feriti.

(Tac., Ann., IV, 62-63;cfr. Suet., Tib., 40, e Oros., Hist., VII, 4, 11)

Atilio non avevo realizzato delle fondamenta abbastanza solide per sostenere le persone e non aveva legato correttamente le strutture lignee tra di loro, innescando così il drammatico crollo.

Non ci è dato sapere se Atilio riuscì a scappare dalla giustizia romana rifugiandosi in Libano o in Hammamet come un moderno politico dei nostri giorni.

I grandi disastri dell’architettura

I grandi disastri dell’architettura

La grande piramide di Snefru in Egitto è uno dei più antichi simboli di una catastrofe architettonica.
Ci piace affermare che “una volta era meglio” o “una volta erano più bravi”, niente di più falso, esistono sparsi nel mondo reperti antichi che mostrano errori di progettazione, errori nella realizzazione e, cosa divertente, come questi sono stati corretti durante la realizzazione con uno strumento oggi molto in voga: “Variante in corso d’opera“.

Nulla di nuovo sotto il sole, oggi come ieri si sbagliava e si procedeva per tentativi.

Attorno al 2600 a.c. si è iniziata la costruzione della bellissima piramide Bent, ma a circa metà altezza l’inclinazione dei piani inclinati cambia da un’inclinazione di 54 gradi si passa ad un’altra di 43 gradi.
Gli archeologi ritengono che durante la costruzione i progettisti si siano accorti che continuare con quella pendenza la piramide avrebbe raggiunto un’altezza di 140 metri e sarebbe sicuramente collassata a causa del forte peso, così decisero di modificare la pendenza a circa 49 metri d’altezza.

Ed ecco che nasce la prima variante in corso d’opera 🙂

Una scala particolare

Una scala particolare

Gli olandesi con il loro infinito decostruttivismo producono interessanti variazioni al post-modernismo (ormai demodé).  Mieke Meijer è un designer olandese e ha realizzato una scala che richiama la tradizione novecentesca del De Stijl in legno e metallo laccato nero opaco. Ideale per piccoli spazi raggruppa una scrivania, un piccolo armadio ed ovviamente le pedate per salire al piano superiore, devo ammettere che una scala così attorcigliata senza risultare pomposamente barocca era da tempo che non vedevo.

Voli pindarici

Voli pindarici

Quando ho visto le foto di queste lampade create da Matteo Ugolini per Karman ho pensato a quanto sarebbe divertente se per spegnerla la si cala semplicemente a terra senza utilizzare un interruttore a parete, ma con uno a pressione sulla lampada.

La sera per accenderla basterebbe alzarla e per spegnerla la si calerebbe a terra.

Piero Lissoni – lezioni all’Istituto Marangoni di Milano.

Piero Lissoni – lezioni all’Istituto Marangoni di Milano.

cabrio-porro-lissoniPiero Lissoni è un grande progettista e designer dei giorni nostri, ha tenuto delle lezioni presso l’Istituto Marangoni di Milano dove ha parlato di come devono essere realizzati i progetti e dell’importanza della stupidità nel processo creativo.

La stagista Emily ha seguito per me l’evento a Milano e qui http://goo.gl/iwMK7N potete leggere il suo personale resoconto.

Frank Lloyd Wright , l’inventore del più grande umidificatore del mondo

Frank Lloyd Wright , l’inventore del più grande umidificatore del mondo

fallingwaterFrank Lloyd Wright è l’architetto che ha costruito la casa più popolare nel mondo  del XX secolo: la Fallingwater (Casa sulla Cascata).

Questa casa è stata edificata nel 1934 per volere del ricchissimo  Edgar Kauffman Sr, il quale desiderava una casa per le vacanze, ma non sapeva quale architetto contattare per realizzarla. Fortunatamente il figlio (Edgar Kauffman Jr) ha insistito perché fosse Wright a progettare il loro sogno campagnolo.

Il famoso architetto si mette (quasi) subito al lavoro, esegue degli schizzi e delle planimetrie delegando al suo studio l’incombenza dei dettagli architettonici, dei calcoli strutturali e di tutta quella parte noiosa che le archistar odiano fare.

Appena terminata la realizzazione della prima terrazza si flette per oltre 4,5 cm indicando un grave problema di calcolo strutturale. Realizzata anche la seconda terrazza (che fa da tetto alla camera matrimoniale) si formano due incredibili crepe.
Lo stucco era finito e Kauffman si accorge dei problemi, decise di pagare un geometra perché monitorasse le flessioni delle terrazze. Immagino la gioia di Wright nel vedere in cantiere questa persona che controllava lo stato dei lavori.

Al seguito di quelle deformazioni venne contattato l’ingegnere strutturale che rifece tutti i calcoli ed esclamò “Oh my God, I forgot the negative reinforcing!” (Feldman, 2005) che tradotto in italiano “Oh mio Dio, ho dimenticato il rinforzo negativo!

E fu così che da quel giorno iniziarono dei lenti e inesorabili lavori di ristrutturazione.

[continua…]

Addio Expedit

Addio Expedit

Ormai la notizia è pubblica e irreversibile: Ikea ha abbandonato la produzione della libreiria Expedit.

Uno dei tre capisaldi della produzione Ikea (Billy, Expedit e Kötbullar) In produzione dal 2000 circa ci abbandona, lo spazio vuoto verrà colmato da un nuovo mobile, molto simile, ma con misure diverse e si chiamerà Kallax. 

Nonostante la protesta montante su internet gli svedesi non si piegano e dovremmo rassegnarci a non vedere più quegli scaffali quadrati di 33 cm di lato.