Ristrutturare la cucina

Quante volte vi siete depressi mentre sfogliavate una rivista patinata d’arredamento?

Paragonare le bellissime cucine che trovate in quelle riviste alle nostre, sempre in disordine e sporche, non è un’attività che fa bene all’animo.

Rifare completamente una cucina significa spendere, ma quello che da più fastidio sono i disagi che ne derivano.

Se volete una cucina come quella vista in foto rassegnatevi dovete demolire la vostra più qualche muro.
Le soluzioni proposte richiedono sempre spazi molto ampi e solo ultimamente s’iniziano a intravvedere soluzioni più “realistiche”.

Prima di lanciare una granata all’interno della nostra cucina per rinnovarla proviamo a cambiarla con dei piccoli accorgimenti.

Il pavimento
Sostituire le piastrelle significa demolire il pavimento con relativo esaurimento nervoso causato dalla confusione, dalla polvere e dai muratori che non hanno quel fisico che le pubblicità ci hanno abituato.

Incollare la nuova ceramica sopra al pavimento esistente è un’operazione possibile, anzi raccomandabile, però dobbiamo sapere che alzeremo la quota di almeno 1,5 cm.
Cosa significa?
Che avremo uno scalino all’entrata della cucina e che saremo costretti a tagliare le porte.
Noi abbiamo gusti difficili e quel gradino proprio non ci piace e men che mai vogliamo tagliare le porte.

In questo caso possiamo utilizzare dei prodotti nuovi (anche se sono presenti nel mercato ormai da molti anni) hanno diversi nomi commerciali (Kerlite, Laminam ecc ecc) ma sostanzialmente sono delle piastrelle molto sottili 3,5 mm con un rinforzo in rete sul retro per resistere meglio a trazione.

I decori di questi prodotti sono praticamente infiniti, in più hanno dimensioni massime di 300X100 cm che significa eliminare quasi tutte le fughe dal pavimento della nostra cucina.

Con questa soluzione abbiamo evitato la demolizione del pavimento esistente e il taglio delle porte.

Un’alternativa a queste grandi lastre è la resina e, se vivete a Milano, sarà la prima proposta che vi faranno.

La resina è un prodotto delicato, bisogna affidarsi a degli artigiani esperti e non improvvisati, perché è facile che si formino crepe o bolle.

Sul piano delle nostre cucine ci appoggiamo il cibo, le mani, ci lavoriamo, ci appoggiamo le borse e, quando siamo fortunati, ci appoggiamo anche il nostro partner occasionale.
E’ superfluo dire che è una superficie delicata per l’uso che se ne fa.

Proviamo a valutare altri tipi di materiali per cambiare il top cucina e rinnovare così l’ambiente.

Acciaio: è una lega composta da ferro e carbonio in una percentuale non superiore al 2%, molto resistente ma facilmente graffiabile. Idrorepellente e facile alle macchie di calcare.

Zodiaq: composto oltre il 90% da quarzo e un polimero brevettato con un pizzico di pigmento, dall’aspetto molto simile al quarzo con una vasta gamma di colori, durevole, resistente alla corrosione e al calore.

Staron: materiale composto totalmente da resine acriliche, tri-idrossido d’alluminio, pigmenti e stabilizzatori. Permette personalizzazioni con motivi a intaglio, la decorazione di bordi, l’inserimento di guide in metallo o canalette di scolo. Perfettamente liscio. ha giunture impercettibili. Può essere riparato. E’ resistente alle macchie, agli urti, impermeabile e igienico.

Starlight: E’ una pietra composita formata al 70-90% da sabbie silicee della Boemia legate da una minima quantità di resine che non ne intaccano l’aspetto naturale. I microcristalli a specchio di cui è costituito lo rendono particolarmente luminoso e la brillantezza rimane costante nel tempo. E’ resistente all’usura e all’azione degli agenti acidi, anche al limone e agli urti.

Solidtop: Laminato stratificato HPL, costituito da strati di materiale di fibra cellulosica impregnatidi resine termoindurenti sottoposti ad un processo di alta pressione. materiale non poroso, non attaccabile dall’acqua, dal vapore e non si macchia con gli oli e i detergenti di comune utilizzo. Resiste al calore fino a 180°.

Quarzo Jaipur: Deriva per il 95% da polvere di pietra naturale agglomerata con particolari resine. Proposto in 6 varianti di colore, la superficie si presenta irregolare, non uniforme, ma con venature in rilievo. Offre prestazioni superiori a quelle dei marmi o dei graniti. Molto compatto e robusto, non si scheggia facilmente e resiste ai graffi e agli urti. Non si macchia neanche a contatto con gli acidi, limone compreso.

Okite: A base di quarzo, resine e pigmenti, è realizzato con una speciale lavorazione. E’ prodotto in vari colori. Essendo poco poroso non permette ai liquidi di penetrare e non assorbe odori. Resiste alle macchie, anche di limone e aceto, ed è refrattario a graffi, abrasioni, tagli, urti e rotture.

Cristalite: Prodotto con resine acriliche e pigmenti, ricrea la bellezza della pietra naturale su lastre da 300×130 cm con spessore di 6-11 cm. Non poroso, levigato e inodore, è molto igienico e quindi adatto al contatto con gli alimenti. Inoltre è resistente all’acqua e all’umidità, al calore e alla luce. Non si graffia neanche con la lama di un coltello ed è ecologico. E’ disponibile in vari colori e permette lavorazioni anche di forma arrotondata.

Cristalan: Viene prodotto per 2/3 con idrossido di alluminio e per 1/3 con acrile, un derivato di un acido, e contiene anche piccole quantità di pigmenti.
Appartiene alla categoria “solid surfaces”, in quanto è solido e omogeneo in tutto il suo spessore. Viene prodotto in una vasta gamma cromatica, in tinte unite o granulate. Resistente agli urti, durevole e igienico, non è poroso, è neutro all’olfatto e adatto al contatto con gli alimenti. Occorre però prestare attenzione a non appoggiare sopra la superficie pentole od oggetti caldi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.