S.O.S. architetto

Un nostro lettore ci scrive per porci una domanda sul corretto uso delle Stufe.

Ho un amico che le costruisce (è uno bravo, nessun dubbio sulle capacità professionali) e volevo avere qualche spassionata opinione professionale). In pratica ho le due stanze d’angolo esterno che sono fredderrime. L’idea è di mettere la stube al piano terreno (stanza meno usata) e portare tutto il calore possibile al primo piano (soggiorno).

 

Grundofen – Grundkachelofen (stufa piena) Stufa tradizionale piena (Grundkachelofen)

Questa è la più antica, funziona per irragiamento grazie alle abbondanti quantità di materiale refrattario e maioliche presenti.
La qualità di queste stufe sta tutta nel creare un giro dei fumi più lungo possibile, proporzionato alla camera di combustione e alla dimensione della stufa.
In questo modo si ha un notevole accumulo del calore che viene irradiato per molto più tempo (12/24 ore)

Stufa ad aria calda e giri di fumi in refrattario

Stufa ad aria calda e giri di fumi in refrattario
Stufa ad aria calda e giri di fumi in refrattario

Questa stufa funziona per irragiamento e per convezione.
Moderna, con una camera di combustione in ghisa che permette un veloce riscaldamento dell’aria e quindi un accorciamento dei tempi di riscaldamento degli ambienti.


Stufa ad aria calda e giri di fumo in ghisa

Stufa tradizionale piena (Grundkachelofen)
Stufa ad aria calda e giri di fumo in ghisa

Questa funziona principalmente per convezione.
I fumi scaldano velocemente le parti in ghisa e di conseguenza scalda rapidamente anche l’ambiente in cui è posta.

Il problema del nostro lettore è che vuole riscaldare due stanze con una stuba sola trasportando l’aria calda da sotto a sopra, teoricamente è possibile con un efficiente sistema di canalizzazione dell’aria, ma non penso che la stuba sia adatta per questo genere d’uso.

La stufa non è il modo più efficiente per riscaldare ambienti distanti, ma perfetta per gli ambienti in cui è posta.
Nel caso del nostro lettore consiglierei di posizionare una stuba per piano (vendendo tutti e due i reni) oppure orientarsi verso una stufa o caminetto moderno con sistemi efficaci di circolazione dell’aria.

2 thoughts on “S.O.S. architetto

  • 6 dicembre 2011 at 13:48
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    Stai usando la parola Stube in modo improprio (e il singolare “stuba” proprio non si può leggere)! Col termine Stube si definiva la “stanza calda”, cioè quella in cui si permaneva durante la gran parte della giornata perché vi era situato l’elemento riscaldante, spesso (ma non sempre) il Kachelofen (dove Kachel è il nome delle particolari piastrelle che li ricoprivano). Quest’ultimo era a volte situato tra due stanze (cucina e soggiorno) per cui effettivamente scaldava due ambienti diversi. Sui lati del Kachelofen si appendeva la biancheria a scaldare e sopra c’erano un paio di posti letto per le nottate più fredde.

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  • 6 dicembre 2011 at 13:53
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    Allora meglio sostituire Stube con stufe, così non ci sono problemi.

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