I grandi disastri dell’architettura

I grandi disastri dell’architettura

La grande piramide di Snefru in Egitto è uno dei più antichi simboli di una catastrofe architettonica.
Ci piace affermare che “una volta era meglio” o “una volta erano più bravi”, niente di più falso, esistono sparsi nel mondo reperti antichi che mostrano errori di progettazione, errori nella realizzazione e, cosa divertente, come questi sono stati corretti durante la realizzazione con uno strumento oggi molto in voga: “Variante in corso d’opera“.

Nulla di nuovo sotto il sole, oggi come ieri si sbagliava e si procedeva per tentativi.

Attorno al 2600 a.c. si è iniziata la costruzione della bellissima piramide Bent, ma a circa metà altezza l’inclinazione dei piani inclinati cambia da un’inclinazione di 54 gradi si passa ad un’altra di 43 gradi.
Gli archeologi ritengono che durante la costruzione i progettisti si siano accorti che continuare con quella pendenza la piramide avrebbe raggiunto un’altezza di 140 metri e sarebbe sicuramente collassata a causa del forte peso, così decisero di modificare la pendenza a circa 49 metri d’altezza.

Ed ecco che nasce la prima variante in corso d’opera 🙂

Piastrelle, le tendenze del 2012Tiles, what’s new in 2012Baldosas, las tendencias para este 2012

È luglio e fa molto caldo, in questo periodo i pavimenti realizzati con le piastrelle in gres sono piacevolmente freschi oltre che facili da pulire, resistenti all’umidità e all’usura.

La tecnologia è radicalmente modificata, il digitale ha reso possibile “stampare” i decori prima della cottura, ottenendo una varietà praticamente infinita di modelli.

Analizziamo le principali tendenze delle piastrelle.

Piastrelle a imitazione del legno

Stanno spopolando in Italia. Un elevato numero di produttori di piastrelle hanno introdotto delle serie che sono indistinguibili dal legno. Il bello di questi prodotti è che alla vista sembrano legno – accogliente, rustico, consumato – ma mantengono tutti gli aspetti pratici di piastrelle di ceramica. Ovviamente questa tipologia può esser posata esattamente come un parquet.

Decorazioni d’epoca.

Abbiamo visto questa tendenza spuntare ovunque. Decorazioni d’epoca di quel genere sono comuni nelle vecchie case in Italia, Cuba, e nelle abitazioni in Sud America, ora vengono riproposte in contesti più moderni. I modelli sono spesso molto grafici, con una atmosfera anni ’60.

  

Forme e finiture inusuali

Quest’anno, più che mai, le piastrelle hanno assunto forme di tutti i tipi:
esagonali, triangolari o pentagonali. Possono apparire come carta da parati in legno, metallo e anche come fogli di carta spiegazzata come nel caso di Mutina (che io adoro e non mi hanno pagato per scriverlo)

Il grande formato.
Le tessere di mosaico erano di gran moda qualche anno fa.
Ora la tendenza innovativa è il grande formato.
Esistono in commercio lastre grandi 100×300 cm declinate in differenti colori e finiture superficiali.
Possiamo dire che sono una valida alternativa alla resina, in quanto vengono posate con una fuga minima di 2 mm stuccata in tono e quindi invisibile.

It’s July, it’s very hot and now those floors made ​​of stoneware tiles are pleasantly cool as well as easy to clean nd resistant to moisture and abrasion.

During last year the tiles technology has radically changed: digital tools have made ​​it possible to “print” the decorations before baking, allowing us to virtually obtain an infinite variety of models.

Let’s analyze the new trends on tiles.

Tiles imitating wood

They are very popular in Italy. A high number of tile manufacturers re now producing tiles that are indistinguishable from wood. The great thing about these products is that to the naked eye they appear to be cozy, rustic, worn out wood, but they keep all the practical aspects of ceramic tiles. Obviously this kind of tiles can be placed just like a wooden floor.

Vintage decorations.

We can see this trend everywhere. Decorations of this kind are common in older homes in Italy, Cuba, and South America, and now they0re being reproduced in a modern context. The models are often very graphic, with a ’60s atmosphere.

  

Unusual shapes and finishings

This year, more than ever, the tiles have taken all kinds of forms: hexagonal, triangular or pentagonal. They may appear as wood wallpaper, s metal and also as a sheet of crumpled paper as in the version by Mutina (which I love).

 

King-size.

The mosaic tiles were the rage a few years ago.

Now the trend is the innovative king-size.

There are 100×300 cm big slabs on the market, with different colors and surface finishes.

We can say that they are a viable alternative to resin, as they are laid with joints of at least 2 mm grouted in tone and, therefore, invisible.

Es julio, halce mucho calor y en este momento los pisos de baldosas de gres son agradablemente frescos, así como fáciles de limpiar y resistentes a la humedad y all desgaste.

La tecnología ha cambiado radicalmente en este último alño, lo digital ha hecho posible que se puedan “imprimir” las decoraciones antes de la cocción, lo que nos permite obtener una variedad casi infinita de modelos.

Pero alnalicemos las principales tendencias de las baldosas.

Imitación de pisos de madera

Son muy populares en Italia. Un gran número de fabricantes han introducido series de baldosas que casi no se llegan a distinguir de la madera. Lo mejor de estos productos es que a simple vista parecen acogedor y rústica madera, pero mantienen todos los aspectos prácticos de las baldosas cerámicas. Obviamente este tipo de piso se pueden colocar sólo de la misma manera eb ka que se coloca un suelo de madera.

Decoraciones de época.

Hemos visto esta tendencia brotar por todas partes. Decoraciones de este tipo, que son comunes en las casas más antiguas de Italia, Cuba, y los hogares de América del Sur,, ahora se reproducen en un contexto moderno. Los modelos suelen ser muy gráficos, pero que recrean un ambiente años 60.

  

Formas y acabados inusuales

Este año, más que nunca, los azulejos tienen de todo tipo de formas: los hay hexagonales, triangulares o pentagonales. Pueden parecerse a un papel tapiz de madera, a un metal y también a una hoja de papel arrugada como en el caso del azulejo de Mutina (que me encanta)

 

El gran formato.

Los mosaicos estaban de moda hace unos años.

Ahora la tendencia es la del gran formato.

En comercio podemos encontrar placas de 100×300 cm, en diferentes colores y acabados.

Se puede decir que son una alternativa viable a la resina, ya que se colocan con juntas de menos de 2 mm inyectadas con el mismo tono de las baldosas y, por lo tanto, invisibles.

Padiglione Australia – Biennale d’arte di VeneziaAustralia Pavilion – Venice BiennalePabellón Australia . Bienal de arte de Venecia

Venezia è la città dove ho vissuto per molti anni e mi sono laureato in architettura.

Vivevo molto vicino ai Giardini – Sant’Elena, sede storica dei padiglioni della Biennale di Venezia, d’inverno erano abbandonati e si poteva (a oggi si può ancora) tranquillamente passeggiare e passarci la notte bivaccando.
Ogni padiglione rappresenta una Nazione, sono architetture progettate da architetti famosi e rappresentativi, hanno dimensioni simili ad una casa, ma prive della funzionalità tipica delle abitazioni.

Il padiglione dell’Australia realizzato nel 1987 da Philip Cox è sempre rimasto provvisorio, una struttura leggera e bella, ora il concorso nazionale australiano ha decretato il progetto vincitore: Denton Corker Marshall.
Nel 2015 dovrebbe sostituire quello attuale.
Esternamente una scatola nera, internamente una scatola bianca, completamente vuoto ospiterà le opere di quel lontano paese.

Un vero peccato non vivere più a Venezia, avrei potuto passare la notte dentro come facevo durante il mio periodo universitario.

Venice is the city where I lived during many years and where I got my architecture degree.

I used to live very close to Giardini – Sant’Elena, the historical site of the Venice Biennale pavilions. They were abandoned in winter and you could (you still can) stroll around them and spend the night camping out.

The Australian pavilion, built in 1987 by Philip Cox, has always been a light and beautiful temporary structure, but now the Australian national competition has a winning project: the one by Denton Corker Marshall. It will replace the current one in 2015.
Externally it’s a black box and inside it’ s a totally empty white one. It will host the works from that distant country.

It’s a pity no longer living in Venice, I could spend the night inside ti, as I used to do during my university years.

Venecia es la ciudad donde viví muchos años y donde me gradué como arquitecto.

Yo vivía muy cerca de los jardines Santa Elena -el sitio histórico de los pabellones de la Bienal de Venecia-, quedaban abandonados en el invierno y se podía (aún puede hoy en día) pasear y bivaquear por la noche.
Cada pabellón representa una nación y cada uno de ellos ha sido diseñado por arquitectos famosos y representativos de la arquitectura. Todos tienen dimensiones similares a una casa, pero carecen de las características típicas de las viviendas.
El pabellón de Australia construido en 1987 por Philip Cox ha sido siempre una liviana y hermosa estructura provisional. Pero ahora el concurso nacional de Australia ha encontrado la estructura definitiva en el proyecto de: Denton Corker Marshall, que en 2015 reemplazará a la actual.
Externamente será una caja negra y dentro, una caja blanca completamente vacía que custodiará las obras de ese lejano país.

Es una lástima ya no vivir en Venecia, que hubiera podido pasar la noche dentro, como solía hacer durante mis años de universitario.