Elica e i blog

È già passato un bel po’ di tempo da quando sono stato invitato da Elica a visitare la loro produzione.

Per chi non conoscesse Elica vi dico solo che questi gioiellini sono suoi.

Evidentemente non ho fatto abbastanza danni se quest’anno replicano l’incontro con altri blogger #blogger4elica.
Ricordo ancora molto bene quei mille mila chili di pesce che Riccardo ha cucinato sotto i nostri occhi e sotto una loro cappa.

Confermo che in tutta la cucina non c’era odore di pesce.

Qui sotto il video del misfatto.

Solo per stomaci forti.

Progettare la propria cucina – Parte seconda

La prima parte su come progettare la propria cucina la trovate qui

INGOMBRI MINIMI DA CONSIDERARE

Zona pranzo:
per una zona pranzo confortevole e ariosa è bene calcolare 120 cm di spazio libero intorno al tavolo.

Tra il tavolo e la parete, ad esempio, occorre che ci sia uno spazio minimo compreso tra 1.2 metri e 1.5 metri, in maniera tale da poter consentire il passaggio comodo di una persona anche quando qualcuno è seduto.
Un metro è sufficiente per poter operare in tutta comodità davanti al forno e alla lavastoviglie, mentre se si vuole anche usufruire del passaggio durante le fasi di lavoro, lo spazio richiesto è di almeno 1.75 metri.
Penisola:
la prima cosa da fare è definirne l’altezza che si desidera. Una penisola alta 110 cm necessita di sgabelli alti 74 cm. Quella alta 90 cm ha bisogno di sgabelli alti 63 cm.

in particolare, nel caso in cui si prendano le misure per persone di media statura l’altezza del banco dovrà essere di 85 cm e di 90 cm per quelle di alta statura, tutto ciò al fine di evitare una postura scorretta.
Il tavolo si posiziona correttamente a 76 cm da terra e di conseguenza la sedia a 46 cm di altezza, questo mix di misure garantisce il massimo della comodità e della praticità quando si sta a tavola.
In una cucina in parallelo, la distanza ottimale tra i due piani di lavoro frontali e tra 1.2 metri e 1.65 metri. Si deve tenere presente che se ci sono dei cassetti sotto i rispettivi piani di lavoro è consigliabile che vi sia la distanza massima.

Per garantirsi libertà di movimento, ai lati del piano cottura è bene lasciare uno spazio libero di almeno 40 cm per parte.

Tra il piano cottura ed il lavello dovrebbe esserci un piano libero di almeno 40 cm.

Tra il piano di lavoro e la cappa dovrebbe esserci una distanza pari a 50/70 cm.

Sarebbe bene che la lavastoviglie fosse posizionata vicino al lavello in modo da ridurre il più possibile il rischi di sporcare.

Il posizionamento del forno a livello degli occhi permette di lavorare più comodamente e garantisce una maggiore sicurezza per i bambini.

Il posto migliore per posizionare gli utensili potrebbe essere un cassetto vicino al piano cottura, in modo da averli sempre a portata di mano.

Per fare in modo che anta e cassetto si aprano meglio, tra l’anta del mobile e la parete, potrebbe essere sistemato un riempitivo.

SOLUZIONI DA EVITARE:
Attenzione: se si vuole posizionare il lavello sotto la finestra, verificare con cura l’altezza di miscelatore e finestra nel caso in cui la finestra si apra verso l’interno.

Evitare di sistemare gli elettrodomestici negli angoli, in quanto potrebbero ostacolare l’apertura degli elettrodomestici stessi e dei mobili adiacenti.

Non mettere cassettiere sugli angoli, non si aprirebbero facilmente e potrebbero rovinare maniglie e pomelli dei mobili attigui. Un riempitivo può essere utile.

Non posizionare il piano cottura contro pareti laterali, in quanto, una soluzione del genere fa perdere spazio di lavoro e si potrebbero annerire e sporcare le pareti.

Progettare la propria cucina – Parte prima

La cucina è l’ambiente più complesso all’interno delle nostre case, al suo interno si svolgono una moltitudine di azioni e ogni azione ha bisogno di uno spazio dedicato.

Lo spazio per la preparazione del cibo è sicuramente il più importante, vediamo come organizzarlo razionalmente.

Questo spazio è la base su cui dobbiamo progettare la distribuzione dei mobili della nostra cucina, esistono tre attività principali: lavorazione dei cibi, la cottura e il lavaggio.
È fondamentale che queste azioni siano vicine e che ci si possa muovere liberamente senza fare troppa fatica.
Questi tre elementi li possiamo visualizzare come vertici di un triangolo, in questo modo potremmo visualizzare su una piantina della nostra cucina lo spazio lavoro.

Lo spazio lavoro in cucina
Lo spazio lavoro in cucina

Lo spazio dove muoversi e lavorare in una cucina con i mobili disposti parallelamente permette di accedere comodamente a tutte le funzioni

lo spazio lavoro in una cucina parallela
Lo spazio lavoro in una cucina parallela

In una cucina con una disposizione ad U lo spazio per lavorare è molto più compatto

lo spazio lavoro in una cucina a U
Lo spazio lavoro in una cucina a U

Con una classica disposizione dei mobili in linea lo spazio di lavoro si assottiglia, trasformando il triangolo in una semplice linea retta.

lo spazio lavoro in una cucina lineare
Lo spazio lavoro in una cucina lineare

In una distribuzione dei mobili della cucina a L il triangolo si allunga.

Spazio lavoro in una cucina a L
Spazio lavoro in una cucina a L

Nei prossimi post scriveremo degli ingombri  e degli spazi minimi per ogni attività che si svolge in cucina.

 

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Ristrutturare la cucina

Ristrutturare la cucina

Quante volte vi siete depressi mentre sfogliavate una rivista patinata d’arredamento?

Paragonare le bellissime cucine che trovate in quelle riviste alle nostre, sempre in disordine e sporche, non è un’attività che fa bene all’animo.

Rifare completamente una cucina significa spendere, ma quello che da più fastidio sono i disagi che ne derivano.

Se volete una cucina come quella vista in foto rassegnatevi dovete demolire la vostra più qualche muro.
Le soluzioni proposte richiedono sempre spazi molto ampi e solo ultimamente s’iniziano a intravvedere soluzioni più “realistiche”.

Prima di lanciare una granata all’interno della nostra cucina per rinnovarla proviamo a cambiarla con dei piccoli accorgimenti.

Il pavimento
Sostituire le piastrelle significa demolire il pavimento con relativo esaurimento nervoso causato dalla confusione, dalla polvere e dai muratori che non hanno quel fisico che le pubblicità ci hanno abituato.

Incollare la nuova ceramica sopra al pavimento esistente è un’operazione possibile, anzi raccomandabile, però dobbiamo sapere che alzeremo la quota di almeno 1,5 cm.
Cosa significa?
Che avremo uno scalino all’entrata della cucina e che saremo costretti a tagliare le porte.
Noi abbiamo gusti difficili e quel gradino proprio non ci piace e men che mai vogliamo tagliare le porte.

In questo caso possiamo utilizzare dei prodotti nuovi (anche se sono presenti nel mercato ormai da molti anni) hanno diversi nomi commerciali (Kerlite, Laminam ecc ecc) ma sostanzialmente sono delle piastrelle molto sottili 3,5 mm con un rinforzo in rete sul retro per resistere meglio a trazione.

I decori di questi prodotti sono praticamente infiniti, in più hanno dimensioni massime di 300X100 cm che significa eliminare quasi tutte le fughe dal pavimento della nostra cucina.

Con questa soluzione abbiamo evitato la demolizione del pavimento esistente e il taglio delle porte.

Un’alternativa a queste grandi lastre è la resina e, se vivete a Milano, sarà la prima proposta che vi faranno.

La resina è un prodotto delicato, bisogna affidarsi a degli artigiani esperti e non improvvisati, perché è facile che si formino crepe o bolle.

Sul piano delle nostre cucine ci appoggiamo il cibo, le mani, ci lavoriamo, ci appoggiamo le borse e, quando siamo fortunati, ci appoggiamo anche il nostro partner occasionale.
E’ superfluo dire che è una superficie delicata per l’uso che se ne fa.

Proviamo a valutare altri tipi di materiali per cambiare il top cucina e rinnovare così l’ambiente.

Acciaio: è una lega composta da ferro e carbonio in una percentuale non superiore al 2%, molto resistente ma facilmente graffiabile. Idrorepellente e facile alle macchie di calcare.

Zodiaq: composto oltre il 90% da quarzo e un polimero brevettato con un pizzico di pigmento, dall’aspetto molto simile al quarzo con una vasta gamma di colori, durevole, resistente alla corrosione e al calore.

Staron: materiale composto totalmente da resine acriliche, tri-idrossido d’alluminio, pigmenti e stabilizzatori. Permette personalizzazioni con motivi a intaglio, la decorazione di bordi, l’inserimento di guide in metallo o canalette di scolo. Perfettamente liscio. ha giunture impercettibili. Può essere riparato. E’ resistente alle macchie, agli urti, impermeabile e igienico.

Starlight: E’ una pietra composita formata al 70-90% da sabbie silicee della Boemia legate da una minima quantità di resine che non ne intaccano l’aspetto naturale. I microcristalli a specchio di cui è costituito lo rendono particolarmente luminoso e la brillantezza rimane costante nel tempo. E’ resistente all’usura e all’azione degli agenti acidi, anche al limone e agli urti.

Solidtop: Laminato stratificato HPL, costituito da strati di materiale di fibra cellulosica impregnatidi resine termoindurenti sottoposti ad un processo di alta pressione. materiale non poroso, non attaccabile dall’acqua, dal vapore e non si macchia con gli oli e i detergenti di comune utilizzo. Resiste al calore fino a 180°.

Quarzo Jaipur: Deriva per il 95% da polvere di pietra naturale agglomerata con particolari resine. Proposto in 6 varianti di colore, la superficie si presenta irregolare, non uniforme, ma con venature in rilievo. Offre prestazioni superiori a quelle dei marmi o dei graniti. Molto compatto e robusto, non si scheggia facilmente e resiste ai graffi e agli urti. Non si macchia neanche a contatto con gli acidi, limone compreso.

Okite: A base di quarzo, resine e pigmenti, è realizzato con una speciale lavorazione. E’ prodotto in vari colori. Essendo poco poroso non permette ai liquidi di penetrare e non assorbe odori. Resiste alle macchie, anche di limone e aceto, ed è refrattario a graffi, abrasioni, tagli, urti e rotture.

Cristalite: Prodotto con resine acriliche e pigmenti, ricrea la bellezza della pietra naturale su lastre da 300×130 cm con spessore di 6-11 cm. Non poroso, levigato e inodore, è molto igienico e quindi adatto al contatto con gli alimenti. Inoltre è resistente all’acqua e all’umidità, al calore e alla luce. Non si graffia neanche con la lama di un coltello ed è ecologico. E’ disponibile in vari colori e permette lavorazioni anche di forma arrotondata.

Cristalan: Viene prodotto per 2/3 con idrossido di alluminio e per 1/3 con acrile, un derivato di un acido, e contiene anche piccole quantità di pigmenti.
Appartiene alla categoria “solid surfaces”, in quanto è solido e omogeneo in tutto il suo spessore. Viene prodotto in una vasta gamma cromatica, in tinte unite o granulate. Resistente agli urti, durevole e igienico, non è poroso, è neutro all’olfatto e adatto al contatto con gli alimenti. Occorre però prestare attenzione a non appoggiare sopra la superficie pentole od oggetti caldi.

Elica, aria nuova in cucina

Elica, aria nuova in cucina

Elica costruisce cappe per la cucina, produce per il proprio marchio e per molti altri, probabilmente non lo saprete, ma avrete in casa una cappa realizzata da Elica a Fabriano.

Questo fine settimana ho avuto la possibilità di visitare la sua parte più intima.

Sono entrato nello show-room dei prototipi, pezzi unici presentati dal Design Center Manager Fabrizio Crisà con orgoglio, sicuro del buon lavoro fatto.

Ecco alcuni dei suoi lavori

Tante forme, colori e funzionalità per un oggetto come la cappa delle cucine non le avevo mai viste e in realtà non mi ero mai posto il problema.

Ogni rosa ha le sue spine e anche Elica, ha i suoi lati oscuri, quello più evidente è dettato dalla crisi mondiale che ha contratto il fatturato di molte attività. La reazione di Elica è stata di realizzare forme che richiamino a quelle del passato, più consolatorie e rassicuranti per il consumatore medio, una reazione classica che rivela una mancanza di coraggio su come affrontare il difficile momento che stiamo vivendo.

Cucine nascoste

Cucine nascoste

In piccoli appartamenti gli spazi della cucina, del soggiorno e della sala da pranzo sono spesso promiscui.
Questa situazione ci obbliga ad uno sforzo maggiore per tenere tutto in ordine e rendere presentabili gli spazi ad eventuali ospiti.

Una soluzione abbastanza comune consiste nel nascondere la cucina ed a mio avviso esistono tre categorie di soluzioni:
La prima
Una pannellatura scorrevole a fisarmonica alta quanto la parete che copre il piano lavoro, pensili e quant’altro sta dietro. L’aspetto negativo è che funziona solo con cucine lineari a parete.
La seconda
I pensili che scorrendo verso il basso nascondono il piano lavoro e cottura
La terza
Un sistema di cucina a isola che si apre come un transformer.