Frank Gehry e il Dito Medio

Frank Gehry e il Dito Medio

Frank Gehry è un architetto canadese molto conosciuto, la prima volta che ho visto una sua architettura è stato in televisione nello spot della Omnitel dove Megan Gale scivolava con dei pattini sulle dolci curve del Museo Guggenheim a Bilbao

Quell’edificio è stato realizzato da Frank Gehry, da quel momento in poi è diventato un’archistar capace di costruire solo scatole di metallo con bellissime forme e prive di funzionalità abitative.
In poche parole è diventato un bravissimo designer e questo è quasi un insulto per ogni architetto che costruisce case.

Quando un giornalista spagnolo gli ha chiesto di rispondere alla critica che lo accusa di fare “architettura-spettacolo” la pacata risposta del nostro SuperArchitetto è stata questa che vedete in foto.

Frank Gehry alza il dito medio

Dopo questa sua pacata e silenziosa reazione qualcuno nel web si è scatenato ritoccando le foto di molti architetti famosi della storia recente.

Questo è l’esilarante risultato.

Una bellissima e fintissima campagna del “dito Medio” a supporto del nostro Frank Gehry

Frank Gehry in Alexanderplatz a Berlino

Frank Gehry in Alexanderplatz a Berlino

In Germania con i grattacieli non si scherza.
Frank Gehry è una altezzosa archistar canadese, probabilmente la più popolare. Le sue opere più famose sono il Museo Guggenheim Bilbao, la Walt Disney Concert Hall, la Casa Danzante de Praga

Pochi giorni fa è stata annunciata la notizia che Frank Gehry è stato selezionato per realizzare un grattacielo in Alexanderplatz a Berlino, sarà un’edificio privato destinato ad ospitare abitazioni e uffici, avrà un’altezza di 39 piani e sarà l’edificio residenziale più alto della Germania.

L’edificio sarà uno dei punti di riferimento della città” ha sentenziato Regula Lüscher direttrice del dipartimento di Urbanistica del Senato di Berlino. Un vero peccato che sia un brutto edificio.

Dove sono le curve del Guggenheim, dov’è la sorpresa della casa a Praga?
Forse il rigido regolamento edilizio teutonico ha tarpato le ali della creatività all’architetto?

Herzog & de Meuron – Vitra Campus

Oggi voliamo alti nel cielo dell’architettura.
Le foto di Iwan Baan illustrano il progetto realizzato da Herzog & de Meuron: el Vitra Campus.
Un progetto bellissimo ed è evidente guardando le foto, ma ancora più interessante è scoprire cos’è il Vitra Campus dove non solo Herzog & de Meuron hanno lavorato, ma anche Frank GehryTadao AndoZaha Hadid e Alvaro Siza.

Una concentrazione di architetture talmente alta che meritano il viaggio.
Il Vitra Campus nasce dalle ceneri dell’omonima fabbrica che agli inizi degli anni 80 prese fuoco distruggendo quasi tutto.
Come sempre le grandi crisi sono grandi opportunità, ma solo per le menti più reattive, fu così che l’amministratore delegato svizzero Rolf Fehlbaum cercò di creare una corporate identity lavorando su due fronti : il contenuto (la produzione di design industriale) e il contenitore (gli spazi architettonici).

Il risultato è quasi un miracolo, uno spazio straniante al primo impatto, ma ricco di stimoli.

Gehry vs Ando

Frank Gehry disegno
Tadao Ando Punta della Dogana Venezia

Cosa significano questi due disegni di Ando e Gehry, famosi archistar?

Quando un architetto pubblica uno schizzo di un suo progetto lo fa quasi sempre dopo averlo progettato.

È un modo estremamente semplice per condensare, sintetizzare e divulgare un concetto o al massimo un paio di idee che hanno guidato la realizzazione dei progetti.

Frank Ghery, con i suoi schizzi, cosa ci vuol dire? Principalmente due cose: Caos e meraviglia, e Tadao Ando? Silenzio e ordine.

Sono due architetti in antitesi come le cariche di una batteria, lo si capisce proprio dal modo di presentare graficamente le loro idee.

Lo schizzo grafico diventa sintesi dell’ordine che avrà il progetto: Gehry si avvicina moltissimo a Gaudì e più indietro ai maestri del barocco come il Borromini, dove ogni realizzazione doveva essere seguita personalmente dal progettista. Ando, invece, molto più razionalista e ascetico, segue la tradizione di Mies e dei neoclassici, dove l’ordine regna sovrano.